Debiti fuori bilanco, j’accuse di Poidomani. Documento finirà in Procura

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È stato un vero e proprio atto d’accusa, quello che il consigliere comunale Salvatore Poidomani ha lanciato in occasione del consiglio comunale di giovedì sera, pretendendo di far mettere agli atti della seduta un documento che verrà trasmesso alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Ragusa a proposito delle “procedure non trasparenti dell’amministrazione in tema di debiti fuori bilancio non noti al civico consesso”, che “potrebbero configurarsi in astratto i reati di falsità ideologica in atto pubblico e di abuso di ufficio in concorso nonché quello di falsità ideologica in atto pubblico per induzione ai sensi degli art. 48 e 479 c.p. relativamente alla non veridicità della posta finale del risultato di amministrazione, approvato dalla maggioranza consiliare”.

La polemica – va ricordato – si trascina infatti ormai da fine novembre, da quando è stato approvato il consuntivo 2017 sulla carta senza l’indicazione di debiti fuori bilancio, perché – disse allora il segretario generale – le posizioni organizzative non ne avevano rendicontati. Da allora, però, di debiti fuori bilancio ne sono venuti fuori non pochi, alcuni oggetto di transazioni novative da parte dell’ente, altri sottoposti al Consiglio comunale. È il caso del debito fuori bilancio nei confronti della ditta Puccia, che era proprio all’ordine del giorno della seduta di giovedì: la goccia che ha fatto traboccare il vaso e spinto Poidomani alla denuncia alla magistratura contabile e a quella del Tribunale di Ragusa.

“Appare incontestabile – ha dichiarato in aula e scritto nel suo documento il consigliere Poidomani – il comportamento poco trasparente tenuto dall’amministrazione comunale e da alcuni funzionari che fa sorgere il dubbio che, in palese violazione della legge, non vengono deliberatamente portati davanti al consiglio le proposte di riconoscimento di debiti fuori bilancio, per i quali invece è sorto l’obbligo di coinvolgere l’organo consiliare, o che addirittura si scelga quali debiti riconoscere e quali accantonare. Quali consiglieri comunali tenuti ad esercitare la funzione di controllo nell’interesse della collettività abbiamo il dovere di denunciare e disapprovare il modo disinvolto e illegittimo con cui l’amministratore gestisce la finanza pubblica. Tutte le nostre iniziative e gli sforzi finalizzati alla conoscenza dello stato effettivo dei debiti fuori bilancio si sono rivelati vani per gli ostacoli e gli ostruzionismi frapposti dall’amministrazione e da alcuni funzionari dell’ente. Alcuni comportamenti, anzi, appaiono finalizzati ad impedire ai consiglieri di svolgere efficacemente la loro funzione, visti le mancate risposte o i riscontri evasivi o generici alle nostre richieste di chiarimenti in ordine alla mancata segnalazione dell’esistenza di debiti”.

Nel merito in particolare del consuntivo 2017 e dei debiti di cui il consiglio non è stato informato, aggiunge: “Vi è prova che prima della seduta del consiglio del 29 novembre, riunitosi per l’approvazione del rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2017, erano pervenute alcune richieste di riconoscimento di debiti fuori bilancio, sebbene l’organo di revisione avesse dichiarato che alla data del 6 novembre non erano pervenute le attestazioni dei funzionari. Ma è certa l’esistenza di passività che avrebbero dovuto essere classificate senza alcuna ombra di dubbio come debiti fuori bilancio. E senza che sussistessero ragioni oggettive o imprevedibili, trattandosi di debiti risalenti, l’amministrazione e i funzionari non ne hanno proposto il riconoscimento aspettando di intraprendere soluzioni transattive, quando invece era chiaro dall’origine del debito o dal tipo di provvedimento che si trattava di debiti fuori di bilancio da portare a conoscenza del consiglio per esercitare il controllo di legittimità. È pertanto palese – ha concluso Poidomani – la violazione del testo unico e dei principi di salvaguardia degli equilibri strutturali e di universalità e veridicità del bilancio. In virtù di quanto esposto si rende necessario verificare che le condotte dei funzionari, del segretario comunale, del responsabile del settore finanziario e dei componenti dell’amministrazione sia state improntate al rispetto della legge o che, di contro, non abbiano consapevolmente ritardato o taciuto l’esistenza dei debiti fuori bilancio, o che deliberatamente non siano stati portati a conoscenza del consiglio le comunicazioni inviate dai funzionari”.

[Fonte La Sicilia]