Oggi è il Giorno della Memoria. Perché è importante non dimenticare?

397
giorno della memoria
foto tratta dal web

Oggi è il Giorno della Memoria, una ricorrenza internazionale che si celebra ogni anno il 27 gennaio per commemorare le vittime dell’Olocausto e che è stata istituita, presso l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 1° novembre del 2005, anno del 60° anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti e della fine della Seconda Guerra Mondiale.

Perché è stato scelto proprio il 27 gennaio per celebrare il Giorno della Memoria?

In Italia il Giorno della Memoria era già stato introdotto 5 anni prima con gli articoli 1 e 2 della legge 20 luglio 2000 n. 211 che spiega l’importanza di questa data:

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati». (art.1 comma 1)

La caduta dei cancelli di Auschwitz, le testimonianze dei suoi sopravvissuti, la scoperta degli strumenti di tortura e annientamento mostrarono al mondo intero gli orrori del lager e del genocidio nazifascista. Le vittime di quella ideologia scellerata e criminale furono secondo le stime tra i 15 e i 17 milioni, di cui più di 6 milioni di ebrei. La pulizia etnica e la persecuzione riguardavano tutti coloro che erano ritenuti “diversi”, come i rom, i disabili, gli omosessuali, i non-ariani, i dissidenti politici e i testimoni di Geova. 

L’obiettivo atroce e folle del Terzo Reich era quello di eliminare ogni diversità in quella che il sociologo Bauman definisce come “un’ideologia antimoderna, barbara e regressiva dove i deliri di onnipotenza, la sottomissione dell’individuo allo Stato, la negazione della libertà di coscienza e la repressione feroce di ogni forma di dissenso erano la norma da accettare per rimanere in vita.

Perché è importante non dimenticare?

Ecco questa può sembrare una domanda banale a cui segue una risposta ovvia, eppure è importante ricordarci di non dimenticare, è doveroso non distrarsi, restare vigili, nutrire la propria coscienza e esercitare lo spirito critico nei confronti di quello che sta succedendo sia in Italia sia nel resto del mondo.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso del 24 gennaio scorso ha ricordato che:

«Il Giorno della Memoria non è soltanto una ricorrenza, in cui si medita sopra una delle più grandi tragedie della storia, ma è un invito, costante e stringente, all’impegno e alla vigilanza. In Italia e nel mondo sono in aumento gli atti di antisemitismo e di razzismo, ispirati a vecchie dottrine e a nuove e perverse ideologie. Si tratta, è vero, di minoranze. Ma sono minoranze sempre più allo scoperto, che sfruttano con astuzia i moderni mezzi di comunicazione, che si insinuano velenosamente negli stadi, nelle scuole, nelle situazioni di disagio». [Qui il video della versione integrale]

Non dimenticare è oggi, come ieri, un dovere civile, è un atto fondamentale per riuscire a riconoscere i focolai di male che si nascondono nella società. La diversità è ricchezza, è confronto, è scambio di idee, condivisione di usi, costumi e saperi.

Memori di quanto accaduto, siamo chiamati come cittadini del mondo a tutelare e ad accogliere il diverso. Per ricordarci che non è solo l’odio che uccide ma anche l’indifferenza. Allenate tutti i giorni il cuore e la mente e ricordatevi di restare umani, non solo oggi ma sempre. 

SAVE THE DATE

Vi ricordiamo che lunedì 28 gennaio alle ore 20:00 per la rassegna “Orizzonti”, promossa dall’ufficio Cultura della Diocesi di Ragusa, alla multisala Golden di Vittoria verrà proiettato il film “La signora della zoo di Varsavia” della regista Nikola Jean Caro.

Ispirato al romanzo “Gli ebrei dello zoo di Varsavia” di Diane Ackerman e alla storia vera di Antonina Żabińska, il film della regista neozelandese si concentra su una storia centrata sul coraggio della protagonista e della sua famiglia di ribellarsi alla dittatura, scegliendo di salvare vite umane dallo sterminio, fino a mettere in pericolo la loro stessa vita. Lo zoo dei coniugi Żabiński rappresenta una sorta di giardino dell’Eden che viene raso al suolo dai bombardamenti tedeschi durante l’invasione della Polonia del 1939. I coniugi sfrutteranno la scusa del procacciare cibo per i suini per introdursi nel ghetto di Varsavia e salvare quante più vite possibili. Tra tragedia e poesia, dolore e canti rituali, si snoda la narrazione da un punto di vista femminile, concentrandosi sulla determinazione della protagonista e sulla sua attitudine amorevole, quando tutto sembra votarsi alla distruzione e alla morte. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti.