Via Roma aperta, via Roma chiusa: non convince la posizione dell’amministrazione

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Immagine di repertorio

Via Roma chiusa o aperta? È il dilemma di questi giorni. L’amministrazione comunale vuol fare contenti i commercianti, che la vogliono riaprire al traffico veicolare. E l’orientamento della giunta Cassì appare ormai abbastanza certo. Ma contro questa decisione si sta registrando una levata di scudi bipartisan. Una precisazione va fatta: Cassì si trova a gestire il problema dei problemi: un centro storico in agonia (o forse già morto). La colpa è vecchia di generazioni di politici, da quando si decise di costruire Ragusa 1, Ragusa 2, Ragusa 3… con il centro divenuto progressivamente periferia… fino alla sciagurata scelta di cementificare tutte le aree verdi con i Peep. Ma riaprire qualche centinaio di metri di strada servirà davvero o sarà solo un modo per far contenti i commercianti? Il dibattito è aperto.

Riportiamo integralmente il post del sindaco Cassì: 

“Leggo che cresce il dibattito sulla via Roma: bene, Ragusa è una città pensante e pulsante. Ci tengo quindi ad alcuni chiarimenti.
Non guardiamo solo a via Roma, ma a tutta un’area centrale della nostra città da rivitalizzare e ripopolare di cui via Roma è strada simbolo.
E non è solo una questione di apertura: sono convinto che non basterà il transito veicolare a cambiare il volto del centro, anche perché “apertura” è un concetto riduttivo. Stiamo infatti pensando a una ztl sperimentale, con conseguente apertura e chiusura del traffico secondo fasce stabilite; un modo per aumentare il presidio della zona e la mobilità anche su Corso Italia, Corso Vittorio Veneto, via S.Anna, piazza Salvatore, via Mario Leggio, Piazza Libertà, permettendo a più ragusani di guardare le vetrine del centro ma anche di passeggiare, godersi delle iniziative.
Ma non può bastare: l’ho già detto, guardiamo a interventi a breve termine (eventi), medio termine (ztl, incentivi, detassazione, attrazione di nuovi brand) e lungo termine (riportare gli uffici nelle loro sedi naturali, creare poli culturali che possano attirare e riportare i ragusani a vivere il centro, riabitare le case storiche).
Vorrei quindi contribuire al dibattito con due inviti.
Il primo è a commercianti, residenti e a tutti i portatori di interesse coinvolti: riunitevi, fate gruppo, individuate una delegazione utile a costituire un soggetto da coinvolgere in questo processo e con cui confrontarci. Nessuno deve sentirsi escluso e il passaparola a volte non basta.
Il secondo è ai cittadini: in tanti hanno a cuore il destino del centro della nostra città: torniamo a viverlo, non solo in occasione di eventi. Un caffè, una passeggiata, un acquisto in vie bellissime, all’aperto, piene di negozi di qualità è già un piacevole contributo al cambiamento.
Siamo noi ragusani a fare Ragusa”.

Ai ragusani la ‘sentenza’…