Via Roma aperta o chiusa? Manganello: “Occorre una visione d’insieme”

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Il dibattito sulla riapertura di via Roma al transito veicolare ha acceso la città, divisa tra chi, in testa i commercianti, hanno giudicato fallimentare l’operazione di pedonalizzazione del tratto compreso tra corso Italia ed il Ponte nuovo firmata dall’amministrazione Dipasquale, e chi invece si schiera con una scelta ritenuta un ritorno al passato, passo indigeribile in una Europa sempre più votata alla sostenibilità urbana. 

Il problema, tuttavia, è mal posto. Si continua a prendere in considerazione il tratto di strada che va da corso Italia ed il ponte mentre, come ha sottolineato l’architetto Gaetano Manganello, “via Roma parte dalla rotonda Maria Occhipinti a nord e arriva a via Risorgimento a sud. Via Roma comprende il ponte Pennavaria, piazza Libertà, viale Tenente Lena, piazza Stazione e viale Sicilia”. “Bisognerebbe partire da questo assunto, comprendere una visione d’insieme, urbanistica e sociale.  Si tratta di intervenire su più fronti, incentivare con misure concrete ed efficaci il ritorno dei residenti, realizzare progetti che innalzano la qualità dei luoghi e insieme creare le condizioni per un recupero e affidamento dei locali commerciali a grandi marche che decideranno di investire solo se avranno certezza che l’amministrazione propone un progetto di valorizzazione di tutta Ragusa superiore e direi anche di tutta la città”. L’auspicio dell’architetto Manganello è quello che l’amministrazione cominci “ad esprimere una progettualità complessiva, concretamente con gli strumenti che può attivare, primo fra tutti quelli urbanistici”.

Facendo un minimo di cronistoria, Gaetano Manganello ricorda che “l’amministrazione Dipasquale decise di intervenire nel centro storico con un progetto di pedonalizzazione ma per questioni economiche l’intervento fu realizzato solamente in un breve tratto. Per questo motivo noi come ordine degli architetti ci dichiarammo contrari. Ci fu risposto che in un secondo momento il progetto sarebbe stato esteso”. Purtroppo questo non accadde, né durante la giunta Dipasquale né con la successiva a guida M5s che anzi dirottò il milione e mezzo di euro stanziato al Comune da Enimed, Irminio e Edison (le aziende contitolari della concessione di coltivazione idrocarburi Sant’Anna) dalla riqualificazione di piazza Libertà alla riqualificazione energetica di parte della pubblica illuminazione. L’intervento urbanistico di via Roma rimase pertanto monco. “Così come realizzata, la pedonalizzazione non è riuscita a dare una identità al centro storico di Ragusa superiore, anzi, ha contribuito al disinteresse dei cittadini nei confronti di un luogo non più riconoscibile”.

L’approccio alla questione, quindi, secondo l’architetto Manganello deve essere completamente diverso. “Il dibattito si deve spostare su altri livelli, ad iniziare dal Piano Particolareggiato del centro storico. Un piano che possa al suo interno prevedere progetti dettagliati per aree urbane, inseriti in una visione generale. La via Roma dovrà essere intesa come un unico asse viario, che racconta una città. Il progetto di insieme ovviamente deve tenere conto che un tratto di pedonalizzazione è già stato realizzato con soldi pubblici, quindi capirne le implicazioni di carattere economico e come poter intervenire per omogeneizzarlo al progetto complessivo. Sulle carte, sui segni, possiamo quindi confrontarci con tutti quelli che hanno a cuore il bene della nostra città. Non sulla teoria o sulle parole”. 

L’esigenza dei commercianti è quella di intervenire in maniera immediata, alla stregua della riapertura della via Salvatore su via Roma del 2016, annunciata dall’allora vicesindaco Massimo Iannucci come un progetto sperimentale ma tuttora vigente. “Quello che propongo non è qualcosa a lungo termine – ha spiegato Gaetano Manganello – anche perché abbiamo un Piano particolareggiato a livello di analisi molto elaborato. Il problema è solo progettuale, ovvero occorre intervenire con i progetti, su un lavoro importante già svolto dagli uffici. Se l’amministrazione si attrezzerà con un ufficio di Piano che possa iniziare a fare questo, i tempi non sono lunghi ma a medio termine, giusti ad iniziare un percorso che porti ad un risultato complessivo”.

L’idea dell’amministrazione di dare mandato agli uffici per redigere un progetto di ztl sperimentale su un singolo tratto di via Roma potrebbe essere quindi ridondante. “Secondo me è una idea sbagliata – ha commentato –  si continua a concentrare gli sforzi su un singolo pezzo tralasciando l’idea di insieme. I commercianti hanno giustamente le loro necessità ma credo che anche loro, messi di fronte ad un progetto credibile dal punto di vista urbanistico, con tempi certi, potrebbero essere interessati”. La sfida dal punto di vista progettuale è avvincente: “Riguarda tutta la struttura del centro storico di Ragusa superiore, e quindi dallo sbocco naturalistico della rotonda Maria Occhipinti al dialogo con gli isolati settecenteschi del post terremoto, arrivando all’ampliamento fascista degli anni Trenta, il Ponte nuovo ed il quartiere Littorio. Ma ripeto – conclude – il confronto con le varie voci della città sarà utile e costruttivo solo se alla base vi sarà un progetto chiaro”.