La ‘vittoria’ di Morris: “Sono scappato dalla morte. A Ragusa sto bene”

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Morris Abubaka Passewe è stato il protagonista della vittoria della Coppa Italia Promozione da parte del Ragusa Calcio. Sabato scorso, nella finale all’Aldo Campo, l’attaccante esterno ha indirizzato la gara contro lo Sporting Pedara segnando l’1-0 ad inizio del secondo tempo e, allo scadere, procurandosi il rigore poi realizzato da Gargiulo. Punto fisso della squadra allenata da Filippo Raciti, Morris, classe 1998, ha festeggiato la splendida stagione chiusa con la promozione in eccellenza oltre che la vittoria della Coppa. “Sono soddisfatto – ha dichiarato – perché abbiamo centrato gli obiettivi che il mister ci aveva indicato ad inizio stagione. Il Ragusa calcio ha inoltre vinto per la prima volta nella storia la Coppa Italia Promozione e dedico la vittoria a questa città perché quando sin da quando sono arrivato, nel 2015, mi ha ben accolto”. Morris racconta di essere sbarcato a Pozzallo al termine di un viaggio lungo e molto difficile: “Sono arrivato a dicembre, ho lasciato il mio paese, la Liberia, durante l’epidemia di ebola nel 2014, avevo 16 anni, scappavo dalla morte. E sono arrivato qua”, sottolinea sorridendo.

Il gioco del calcio ha rappresentato quindi un modo per riconnettersi alla quotidianità che ogni giovane dovrebbe vivere. Accolto in diverse comunità, tra Ragusa e Pedalino, Passewe è stato segnalato a Salvatore Utro quando era allenatore del Ragusa calcio. Quello il legame che poi lo ha portato in casa del Marina di Ragusa nel 2017 e, in prestito, nuovamente al Ragusa per la stagione appena conclusa. “Il mio futuro non lo conosco – ha spiegato Morris – ma spero di rimanere, amo questa città, la vivo ormai da anni e ogni volta che scendo in campo faccio di tutto per onorare la maglia. Sono molto orgoglioso del percorso che ho fatto, spero di poter continuare a giocare”.

Sotto la casacca di gioco, Morris indossa una seconda maglietta che gli ricorda il momento molto difficile attraversato in inverno. È dedicata a mio padre – ha detto – è morto a marzo durante il percorso che avrebbe dovuto portarlo qua da me. Lui per me era più di un padre, rappresentava l’esempio da seguire. La squadra mi è stata vicino, anche grazie a questo sono riuscito a rialzarmi e continuare il percorso che poi ci ha portato a vincere sia il campionato che la coppa. Questa città mi ha dato l’opportunità, e il palcoscenico per iniziare il mio sogno quando sono arrivato nel 2015, quindi in campo ho dato sempre tutto perché mi dicevo che toccava a me ricambiare la fiducia. Il mio cartellino è del Marina di Ragusa, per la prossima stagione dipenderà dalla società”. 

Marina di Ragusa che ha accolto Morris, come Alieu Baldeh, nel 2017 grazie alla segnalazione di mister Utro. “Se per Baldeh è stata una trafila semplice – ha spiegato il dg Nunzio Calogero – per Morris la situazione è complicata dal contenzioso per il riconoscimento della richiesta di asilo. A causa di questi problemi per due anni, in altre società, si è solo allenato. Noi siamo riusciti a farlo giocare ed è stato tra i protagonisti della promozione in Eccellenza nel 2018. Per la stagione successiva è stato dato in prestito al Ragusa perché sapevo che avrebbe avuto molto spazio per mettere in luce tutte le sue qualità. Dal 22 luglio tornerà a disposizione di mister Utro. In ogni caso, Morris è per noi molto importante, troverà sempre una famiglia in Italia, nell’Asd Marina di Ragusa. Gli siamo stati vicini quando ha terminato il progetto SPRAR che gli garantiva un alloggio presso la comunità a Pedalino, gli continueremo a stare vicini adesso che la stagione col Ragusa è terminata”.