Vittoria piange Saverio Gilestro, morto sul lavoro

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Una giocane coppia, una bimba di appena sei mesi: tutta la felicità possibile, spezzata in un istante.

Saverio Gilestro è morto nel primo pomeriggio di oggi, per un incidente sul lavoro, ad appena 30 anni. Vittoria, e non solo, resta attonita per un’immane tragedia che, giorno per giorno, segna nuove vittime nel luogo della speranza e del futuro, che dovrebbe essere quello del lavoro.

La Procura ha aperto un’inchiesta, mentre intervengono sindacati e Comune su quanto accaduto.

La nota di Palazzo Iacono:

“Una notizia – ha commentato la Commissione – che  lascia sgomenti  non solo noi ma tutta la collettività vittoriese. E’ purtroppo, l’ennesima morte sui luoghi di lavoro che lascia  tutti noi addolorati e ripropone in maniera drammatica il pieno rispetto delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro. Noi esprimiamo il nostro profondo cordoglio ai familiari della vittima, dolore che viene condiviso da parte di tutti i dipendenti del Comune di Vittoria. Speriamo che gli altri due operai coinvolti nell’episodio possano ristabilirsi pienamente. Suscita rabbia apprendere che ancora oggi si possa morire nei luoghi di lavoro”.

E quella della Cgil:

Un’altra vittima sul lavoro, un’altra morte, già oltre 60 dall’inizio dell’anno. Eccola la vera strage, quella che purtroppo non fa tanta paura ma che ogni giorno spezza vite umane. Oggi a Vittoria un ragazzo di trenta anni ha perso la vita sul lavoro. Folgorato da una scossa elettrica durante l’attività lavorativa. Sono queste le tragedie evitabili, basterebbe alzare il livello di guardia. È la seconda vittima sul lavoro in pochi giorni nella provincia di Ragusa.

Eppure abbiamo un sistema di norme avanzate, dispositivi all’avanguardia, programmi di formazione e decine di società di consulenza che danno servizi alle imprese.

Che cosa significa tutto ciò?  Forse occorre passare dalle carte ai fatti, almeno per quel che riguarda le imprese. Mentre è sempre attuale il tema della necessità dei controlli evidentemente insufficienti se non addirittura inesistenti. Per risolvere questo problema occorre decidere: il Governo per primo deve compiere questa scelta.

Un secondo dopo occorre investire in servizi di controllo e prevenzione attraverso un coordinamento di tutte gli ambiti istituzionali competenti. Serve un piano straordinario per spezzare questa maledetta routine di donne e uomini che la mattina escono di casa per lavorare e la sera non fanno mai più rientro a casa”.