“Non lamentatevi e restate in casa”. L’appello di Giusy che vive ‘attaccata’ a un respiratore

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Giusy Meli è una donna comisana, nata con la spina bifida, che facendo riferimento al decreto emanato dal Governo ha deciso di lanciare un appello, per fare comprendere alle persone quanto sia importante rimanere a casa.

Giusy, nonostante questa sua condizione la costringa su una sedia a rotelle, ha avuto una vita abbastanza normale: scuola, amici, lavoro. Purtroppo il 21 aprile 2018 a causa di una polmonite ha subito una tracheostomia, per la quale è stata 23 giorni in rianimazione e poi  a casa attaccata a un respiratore notte e giorno. Adesso sta meglio e riesco a stare senza respiratore per qualche ora, ma non può uscire o stare in mezzo alla gente come prima. Per questo il suo appello, in questi giorni, è ancora più importante:

“Il mio “corona virus” è cominciato quasi due anni fa, quando di colpo i miei polmoni hanno deciso di mettersi in ferie. Chi mi conosce sa che vita facevo nonostante fossi in carrozzina dalla nascita, sempre in giro al mare, sulle giostre ecc… eppure di colpo tutto è finito. 23 giorni in bilico in una stanza d’ospedale da dove quasi nessuno usciva vivo, ho visto gente spegnersi e ho creduto che prima o poi sarebbe toccato anche a me. Vedevo i miei cari solo per 10 minuti al giorno. Eppure sono qui. certo niente è come prima, non posso più fare la maggior parte delle cose che facevo….non ho più voce ma SONO ANCORA QUI. A cercare ogni giorno un motivo per andare avanti. Quindi ve lo chiedo per favore, per me e per tutte le persone che come me vivono isolate, prima di lamentarvi o di dire VABBÈ ANCHE SE ESCO NON SUCCEDE NIENTE pensateci…..#iorestoacasa”