Crisci ranni non si ferma: domenica di Pasqua si rinnova a Modica l’antico rito

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Il Coronavirus non ferma l’antico rito “Crisci ranni”. Domenica di Pasqua, alle 17, le campane di tutte le chiese di Modica suoneranno note di resurrezione, che in un periodo luttuoso e di profonda incertezza come quello che stiamo vivendo vogliono rappresentare un messaggio di speranza e di rinascita. Al suono delle campane, ogni famiglia è invitata a rinnovare l’antico rito, che da dieci anni è stato nuovamente portato in piazza. Non potremo farlo in piazza Matteotti, per le norme di sicurezza contro il contagio, ma lo faremo nelle nostre case. Ogni papà, mamma, nonna, zio, solleveranno in alto il loro bambino per augurargli di crescere “forte”, in saggezza e umanità. Una “benedizione” che verrà ripetuta tre volte, come facevano i nostri nonni.  Abbiamo voluto lanciare un’idea, quella di condividere questo momento attraverso la rete: ciascuno, se lo vorrà, potrà fare un filmato, una foto, raccontare come meglio crede questo momento di famiglia e di comunità. Perché, andando oltre alle parole di paura e di sconforto che in questi giorni ci mettono alla prova, ci sia sempre più spazio, per parole che hanno a che fare con il cuore e con l’affetto. L’hashtag da utilizzare sarà: #crisciranni2020tuttoandràbene

«Proprio quest’anno – spiegano i membri dell’equipe dei cantieri educativi – ricorre il decimo compleanno del cantiere educativo e ci è preparati intensamente all’appuntamento annuale sul tema “Riscoprire l’anima della città. Come ogni anno si sono coinvolte le scuole di tutti gli ordini e gradi alla preparazione in vista del rito 2020 ma nessuno poteva immaginare quello che l’umanità sta vivendo in questi giorni. E così ci si è dovuti fermare nella gestione delle attività ordinarie (dal sostegno scolastico ai laboratori) per trovare altre forme di “stare accanto” ai piccoli della nostra città. Eppure, nonostante le disposizioni necessarie alla gestione dell’emergenza attuale, sentiamo ancora più forte e significativo l’avvicinarsi della Pasqua, con il suo messaggio di speranza e rinascita. È questo il significato più profondo proprio di questo gesto di Crisci ranni, lanciare in alto, che negli anni si è dedicato ai piccoli della città ma anche alla città stessa. “Le città non sono un cumulo di pietre ma hanno un’anima”, queste le parole di Giorgio La Pira che quest’anno hanno ispirato la riflessione per il rito 2020. L’invito a riscoprire l’anima della nostra città, fatto a tutte le scuole di ogni ordine e grado, aveva visto l’adesione di circa 2000 bambini e ragazzi. Con loro erano iniziati i laboratori e i percorsi che, ripercorrendo la città dal basso verso l’alto, ci permettevano di scoprire le bellezze non solo architettoniche, naturalistiche e paesaggistiche della nostra città ma anche, e soprattutto,  ciò che si cela oltre e dentro questa “melagrana spaccata”: delle radici forti, un cuore grande che  nonostante limiti e contraddizioni, la rende una città aperta, accogliente, serena, cocciuta e bella!».

Distanza fisica, non distanza sociale. È questo il messaggio che vogliamo far passare: stiamo lontani fisicamente, per la salvaguardia della salute di tutti, ma vicini idealmente a tutti, specialmente ai più fragili. Sperimentiamo come le nostre case, sono “i nostri tetti sono sacri”, come diceva La Pira, ci tengono al sicuro e ci fanno ritrovare la vicinanza familiare che ci rende sicuri e forti: ed è proprio dalle nostre case, dalle case di ciascuno di noi, che l’augurio “Crisci ranni” verrà rinnovato tre volte.

Uno sguardo pasquale sulla città rinnovando insieme il rito che ha il sapore della speranza.