I lavori della Rosolini-Modica di nuovo a rischio stop

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L’allarme arriva da Fillea Cgil Ragusa e Feneal Uil Ragusa, con i rispettivi segretari provinciali Franco Cascone e Carlo Spinello. “Un rischio concreto – dicono – dopo che Cosedil Spa che ha in appalto l’opera, ha manifestato le solite criticità alla prefettura che si protraggono da anni. E noi vogliamo porre la questione prima che i lavori si fermino di nuovo con tutto ciò che ne conseguirà. Ecco perché chiediamo subito un tavolo tecnico in prefettura con tutti i soggetti preposti, affinché si venga a capo della questione e non ci si fermi nuovamente”.

“Purtroppo – proseguono – la vera pandemia italiana è costituita dalla inettitudine della classe politica che siede nei posti di governo e nelle alte sfere della burocrazia. Siamo alle solite: la Rosolini-Modica a breve si fermerà di nuovo. Il cantiere dopo un anno di lavoro, costato enormi sacrifici, tornerà a fermarsi fra pochi giorni a causa delle cosiddette interferenze. E’ la triste ripetizione del dejà-vu che portò Condotte al concordato preventivo e al blocco dei lavori. Tutte le autorizzazioni e le opere che interferiscono nel percorso della strada e dell’opera sono rimaste, nonostante le rassicurazioni più volte promesse dall’assessore Falcone e dal presidente Musumeci, non risolte: condotta Irsap, ferrovia, Enel, etc. etc.. Dopo un anno sono li, nello stato in cui le lasciò il precedente consorzio di imprese, ad ostacolare la prosecuzione dei lavori”.

“Il Direttore del Cas Salvatore Minaldi – dice Carlo Spinello della FenealUil di Ragusa – a febbraio, in un incontro avuto nella sede di Messina, a specifiche domande che gli ponemmo sulle varie criticità non ancora risolte dallo stesso Cas, dichiarò che tali argomenti, come Organizzazioni sindacali, non ci dovevano riguardare perché erano di ordine tecnico. E aggiunse che comunque il CAS si stava adoperando per la loro soluzione. Alle nostre insistenze tendenti a ricevere puntuali e specifiche garanzie sul superamento delle criticità che avrebbero potuto costituire ostacolo alla prosecuzione dei lavori con aria piccata rispose: la garanzia sono io. Ma noi siamo fortemente preoccupati anche per i lavoratori della Spic, la ditta sub-appaltante che opera per i pre-fabbricatori che realizzano i piloni del viadotto. Già due anni fa furono costretti a fermarsi e non vogliamo che tornino al medesimo dramma”.

“Garanzie non ce n’erano e non ce ne sono, né dal Governo regionale, né tantomeno dal CAS – dice Franco Cascone della Fillea Cgil di Ragusa -. Il Governo regionale e il Cas dimostrano ancora una volta incapacità e inaffidabilità – sostengono poi con veemenza i due sindacalisti -. Ci siamo già rivolti alla Prefettura di Ragusa affinché attivi un tavolo con tutti soggetti interessati e si programmi, se necessario, un’apposita conferenza di servizi, per responsabilizzare i vari enti a fare la loro parte celermente per rimuovere le criticità. Se l’opera si dovesse fermare sarebbe la fine per decine di imprese fornitrici e subappaltatrici e la perdita del lavoro per oltre 300 persone che attualmente tra diretto e indotto lavorano in cantiere. Inoltre ciò significherebbe la perdita del finanziamento europeo di circa 70 milioni di euro; decretando così la definitiva impossibilità a concludere l’importante arteria”.

“Rivolgiamo alle istituzioni locali e alla deputazione politica locale un appello ad alzare il livello di attenzione sulla vicenda e affinché sostengano la protesta dei lavoratori a difesa dei posti di lavoro e della prosecuzione e completamento dell’opera – concludono -; nei prossimi giorni mobiliteremo i laboratori e non escludiamo di dover ricorrere ad eclatanti manifestazioni di protesta”.