Quella bandiera è segno d’impegno civico: ecco perché deve restare dov’è

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Stefania Assenza e Emanuele Micilotta
Si sa, in campagna elettorale, specialmente in questa dove ci sono quasi più candidati che elettori, gli aspiranti a una carica (in molti casi più un posizionamento politico che una remota possibilità d’essere eletti) provano a far colpo sull’elettorato con le idee spesso più fantasiose. C’è chi addirittura se la prende con la bandiera arcobaleno che sventola sulla facciata del Municipio di Scicli per ricordare a tutti che – proclami a parte – i diritti delle persone Lgbtq sono lontani dall’essere, realmente, tutelati. Un segno, un impegno civico, un esserci, come collettività, in questo lento, e necessariamente inarrestabile, cammino per la tutela dei diritti di tutti e di tutte.
Antonello Firullo, candidato alle Regionali, ha pensato di raccattare qualche voto (peraltro non si capisce bene dove), chiedendo al sindaco di togliere la bandiera. Il motivo? A suo dire sarebbe discriminatoria. Sì, avete letto bene: “discriminatoria e fuori luogo”. Per Firullo “dev’essere rimossa e collocata in altre parti insieme ad altri simboli di categoria”. L’uso della parola categoria fa già accapponare la pelle, e conferma come quella bandiera sta bene dove sta, deve starci, perché se oggi una persona che si candida a rappresentare i cittadini fa tali affermazioni bisogna partire davvero dall’Abc dell’insegnamento civico.
La proposta, di per sé, potrebbe essere archiviata con l’acuta analisi del ragionier Ugo Fantozzi in merito alla film la corazzata Potemkin, contenuta in poche parole: “È una cagata pazzesca”. E speriamo sia tale la lettura da parte del nuovo sindaco di Scicli. Ammainare quella bandiera sarebbe, oltre che molto triste, anche palesemente un autogol per una città che, ormai dai diversi anni, è conosciuta, anche all’estero, come aperta, inclusiva e d’avanguardia. Vogliamo condividere la riflessione di Emanuele Micilotta, attuale vice presidente di Arcigay Ragusa, che da anni è impegnato con l’associazione.
“Caro signor Firullo, oggi vengo a conoscenza dell’istanza da Lei presentata al Comune di Scicli, ed esattamente all’ufficio del neo Sindaco Marino, ove chiede specificatamente la rimozione della bandiera Rainbow Arcigay perché non rispetta le istituzioni.
Ma che motivazione è? Almeno il coraggio di esporre le proprie “idee”, no?
Questa bandiera è stata esposta dall’uscente amministrazione Giannone sotto richiesta di Arcigay Ragusa e con orgoglio tenuta sventolante anche dall’attuale amministrazione Marino.
Immagino lei conosca il significato dei colori dei colori Rainbow che formano la bandiera della pace nonché della bandiera Arcigay.
Pertanto mi chiedo:
Che fastidio le da?
Mi pare, se non erro, che la bandiera Arcigay le piaceva quando fu esposta nel suo locale di Playa Grande a Donnalucata durante le serate organizzate da lei e dalla nostra associazione territoriale Arcigay Ragusa.
Ma andiamo al dunque e cerco di spiegarLe brevemente il significato della bandiera arcobaleno.
La bandiera Rainbow, fu creata nel 1978 a San Francisco dall’artista Gilbert Baker, e aveva in origine otto colori, ognuno simboleggiante un aspetto caro alla simbologia New age (serenità, spiritualità, natura, vita, sessualità…).
La bandiera viene oggi usata sia nelle manifestazioni pubbliche LGBT, come i Pride, sia all’esterno di locali o attività LGBT, da sola o in congiunzione con altri simboli, come segnale di riconoscimento.
In tutta la storia, le persone gay che non potevano uscire allo scoperto hanno sempre usato abiti e accessori colorati come una forma di comunicazione non verbale per comunicare e mandare segnali agli altri uomini circa il proprio orientamento sessuale, interessi e desideri. Per esempio Oscar Wilde era famoso perché indossava spesso abiti di colore verde brillante.
Inoltre durante il Nazismo, il triangolo rosa, che prima della creazione della bandiera arcobaleno era il simbolo della comunità LGBTQ, veniva usato per identificare gli uomini gay che venivano mandati nei campi di concentramento proprio perché omosessuali.
Se la bandiera è lì, ci sarà un motivo. È un dovere civico nei confronti di una comunità che ancora oggi viene palesemente discriminata.
In bocca al lupo per la sua campagna elettorale”.