Tentata estorsione aggravata anche da metodo mafioso a Modica, 2 arresti

530

Nel pomeriggio del 3 novembre scorso, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, personale della Squadra Mobile di Ragusa e del Commissariato di Polizia di Modica ha dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare emessa dal GIP con l’arresto di un 25enne e di un 28enne, ponendoli rispettivamente in custodia in carcere e agli arresti domiciliari, in quanto gravemente indiziati di tentata estorsione aggravata anche dal “metodo mafioso”, nonché di danneggiamento seguito da incendio.

L’indagine, coordinata dalla DDA di Catania e condotta da personale della Squadra Mobile di Ragusa e del Commissariato di Polizia di Modica, ha avuto origine nello scorso mese di dicembre, quando si verificò un incendio di chiara matrice dolosa che danneggiò un gazebo adibito alla vendita di piante e di fiori all’interno di un terreno agricolo recintato, nei pressi di uno dei varchi di accesso al cimitero comunale di Modica. L’attività investigativa, immediatamente avviata, ha consentito di riscontrare, in attesa degli ulteriori sviluppi processuali, la denuncia presentata dal titolare della rivendita, minacciato con un modus agendi tipico delle consorterie mafiose in caso di mancato pagamento di una somma di denaro indebitamente pretesa.

Uno dei soggetti, tra l’altro, lo scorso aprile era stato controllato da una pattuglia della Polizia di Stato in territorio di Chiaramonte Gulfi all’interno di un autocarro e, alla richiesta degli operatori intervenuti di fornire le sue generalità, aveva dichiarato un falso nome per sottrarsi alla inottemperanza della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza, al quale era sottoposto nel contesto di un altro procedimento penale a suo carico.

Le ipotesi accusatorie, allo stato condivise dal G.i.p. in sede, dovranno trovare conferma in esito al procedimento penale che verrà instaurato nel contraddittorio tra le parti, come previsto dalla legge.