Detenuto siciliano in Romania, interrogazione del senatore Sallemi

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Immagine di repertorio

Il senatore Salvo Sallemi di Fratelli d’Italia, componente della commissione Giustizia, ha recentemente depositato un’interrogazione destinata ai ministri della Giustizia e degli Affari Esteri avente come tema la vicenda di Filippo Mosca, giovane siciliano attualmente detenuto in Romania.

“Dalle denunce pubbliche dei familiari di Filippo Mosca, detenuto nel carcere di Porta Alba a Costanza, sono emersi dei profili da verificare – dice Sallemi – specie rispetto alle condizioni detentive del giovane. Il Governo italiano ha già avviato un’azione diplomatica e sono certo che farà tutto quanto il possibile in sede istituzionale per tutelare il nostro concittadino, così come avvenuto in tutti gli altri casi analoghi”.

“Nella consapevolezza che la diplomazia tra gli Stati agisce in laborioso silenzio – prosegue il senatore – ho posto l’accento sulle condizioni della vita carceraria del giovane che ha denunciato ai familiari; condizioni non conformi al diritto internazionale parlando di sovraffollamento, di assenza di servizi igienici adeguati, di condizioni di mancanza di salubrità degli spazi, di aggressioni subite al seguito delle quali è stato trasferito in un’altra cella”.

“Senza entrare nel merito del procedimento penale, auspico che il governo italiano possa supportare, per il tramite dell’ambasciata, la famiglia Mosca anche in merito alle difficoltà dovute alle traduzioni degli atti giudiziari e delle intercettazioni che avrebbero comportato non poche difficoltà nell’alveo della strategia difensiva. La nostra Nazione ha di recente instaurato un accordo con la Romania in tema di detenzione e su questo solco, alla luce delle delicate condizioni psicofisiche del detenuto, sarebbe potenzialmente auspicabile il suo trasferimento in una struttura penitenziaria italiana in attesa del processo d’appello”, conclude Sallemi.

Dal 3 maggio 2023, il ventinovenne di Caltanissetta, si trova detenuto, in attesa di giudizio definitivo, nel carcere di Poarta Alba, a Costanza, in Romania, “in condizioni disumane”, come da settimane denuncia la madre. Del caso si è occupata anche la trasmissione televisiva Le Iene.

Mosca è accusato di traffico internazionale e nazionale di stupefacenti, ma si è sempre proclamato innocente rifiutando il patteggiamento. Lo scorso dicembre è stato condannato, in primo grado, a 8 anni e 3 mesi.