
Ad Acireale, una vicenda familiare drammatica e profondamente inquietante ha portato all’arresto di due conviventi, un uomo di 46 anni e una donna di 30 anni, accusati di maltrattamenti, corruzione di minorenne e violenza sessuale aggravata ai danni della figlia infraquattordicenne della donna.
L’operazione è scattata nel pomeriggio di sabato 16 maggio ed è stata eseguita dalla Sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota Polizia di Stato della Polizia di Stato, su delega della Procura distrettuale di Catania, nell’ambito di un’indagine coordinata dall’autorità giudiziaria. L’arresto è stato disposto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP della Tribunale di Catania.
Tutto ha avuto origine da una segnalazione arrivata dalla scuola frequentata dalla minore, un gesto di attenzione e responsabilità che ha attivato immediatamente il sistema di protezione. Gli insegnanti e il personale scolastico, insospettiti da segnali di possibile disagio e criticità nell’ambiente familiare, hanno allertato il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Acireale, dando avvio agli accertamenti.
Le successive verifiche hanno portato all’ascolto protetto della minore da parte degli investigatori specializzati. Le sue parole, raccolte con le cautele previste nei casi più delicati, avrebbero delineato un quadro familiare grave, segnato da presunti episodi di violenza e abuso, poi sottoposto all’attenzione della magistratura.
Di fronte agli elementi raccolti, la Procura ha disposto l’immediato allontanamento della ragazza dal contesto domestico, con il collocamento in una struttura protetta, per garantirne la sicurezza e l’assistenza necessaria.
Le indagini sono proseguite attraverso attività tecniche e intercettazioni, che avrebbero contribuito a rafforzare il quadro indiziario a carico dei due conviventi.
Resta fermo il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva, mentre l’inchiesta prosegue per ricostruire ogni dettaglio della vicenda.
