
Dal bilancio di quello che è stato, a quello che il 2026, quello del centenario di Ragusa provincia, poterà con sé. Maria Rita Schembari, presidente del Libero consorzio comunale di Ragusa, parla a ragusah24.
“Sono stati mesi in cui ho avuto modo di scoprire ancora più a fondo la nostra bella provincia: un territorio ricco non solo in termini economici, ma anche per cultura, idee e dinamismo di tante associazioni che mi hanno sollecitato, portandomi a collaborare per eventi di altissimo valore. È stato un periodo molto intenso anche per la conclusione di opere che ho trovato già iniziate, ed è stato mio grande piacere, per esempio, inaugurare strutture sportive afferenti a istituti scolastici ma che nel mondo di oggi si aprono alla comunità. Oltre a questo, abbiamo avuto la possibilità di intercettare finanziamenti per il miglioramento delle nostre arterie stradali, di cui in molti si lamentano ma che davvero non hanno paragoni con altre realtà della Sicilia. A questo si aggiunge il lavoro costante da parte degli uffici per il fondo di Sviluppo e coesione per il finanziamento di opere importanti per la viabilità accessoria: la Provincia è diventata stazione appaltante per 77milioni di euro per il completamento della bretella della 115 con la 514 i cui lavori proseguono con celerità. Un altro successo è stato potere avviare due rotte in più per l’aeroporto, come quelle per Verona e Torino a cui si aggiungerà quella su Pisa”.
Da quello che è stato a quello che sarà.
“Il 2026 dovrà coincidere con l’inizio di una politica vera sul turismo, condotta in maniera professionale e scientifica, con esperti del settore. Quando parliamo di turismo ne parliamo superficialmente senza comprendere quali debbano essere professionalità e strutture per potere attuare le politiche più adatte. E poi c’è l’avvio dei festeggiamenti del centenario della nascita della provincia, che inizieremo nel 2026 e termineremo nel 2027: il decreto era infatti del 6 dicembre 1926 ed ebbe corso nel 1927. Avremo uno spazio di approfondimento di carattere storico e artistico perché solo conoscendo bene le nostre radici possiamo avere uno sguardo lucido sul presente. E forse anche sul futuro”.
