
Il Codacons denuncia un grave e allarmante episodio di truffa telefonica ai danni di una donna siciliana, che nei giorni scorsi si è rivolta all’associazione per segnalare una vicenda dai contorni particolarmente inquietanti.
La vittima, che svolge lavori di pulizia domestica, ha riferito di essere stata inizialmente contattata da una donna che si sarebbe presentata con il nome di “Stella”. L’interlocutrice le comunicava l’esistenza di una presunta somma di denaro a suo favore da “scongelare”, indicando come strumento operativo una piattaforma digitale presentata come riconducibile a Coinbase. Per poter rendere disponibile tale importo, alla donna veniva richiesto un versamento iniziale di 200 euro, che la stessa dichiara di aver effettuato confidando nella veridicità delle informazioni ricevute.
A distanza di alcuni giorni, la vittima veniva nuovamente contattata da un secondo soggetto, che si presentava come “Alessio Delongis”, il quale la sollecitava all’invio di ulteriori bonifici, sostenendo che fossero indispensabili per completare la procedura di sblocco della somma. La donna riferisce di aver effettuato due ulteriori versamenti da 500 euro ciascuno, raggiungendo così un importo complessivo pari a 1.200 euro.
Nonostante ciò, le richieste di denaro non si interrompevano. Al contrario, i due interlocutori avrebbero continuato a incalzare la vittima con modalità sempre più aggressive, arrivando a pretendere un ulteriore versamento di 3.000 euro. Secondo quanto denunciato, tali richieste sarebbero state accompagnate da pressioni psicologiche estremamente gravi, con inviti a vendere la propria abitazione e a reperire il denaro “in qualsiasi modo”.
Solo a quel punto la donna avrebbe compreso di essere vittima di un raggiro .
Alla segnalazione trasmessa al Codacons sono stati allegati screenshot della piattaforma, immagini delle conversazioni e documentazione email, dai quali emergerebbero anche elementi relativi a flussi finanziari verso soggetti e conti esteri.
Il Codacons sottolinea come le truffe telefoniche basate su presunte somme da recuperare o da “sbloccare” rappresentino un fenomeno in preoccupante aumento, spesso costruito sfruttando nomi, marchi e strumenti digitali realmente esistenti per indurre fiducia nelle vittime, colpendo in particolare persone con redditi modesti e maggiore vulnerabilità economica.
Alla luce dei fatti segnalati, il Codacons sta procedendo alla presentazione di un esposto alle autorità competenti.
