Sciacca, il rito che richiama emigrati e fedeli da tutto il mondo

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Sciacca ha rinnovato, per la quattrocentesima volta, il solenne Voto di ringraziamento a Maria Santissima del Soccorso, patrona della città, nel giorno simbolo del 2 febbraio. Una processione intensa e profondamente partecipata ha attraversato il centro storico, richiamando migliaia di fedeli provenienti da Sciacca, dai comuni limitrofi e numerosi emigrati rientrati dall’estero, in particolare dagli Stati Uniti, per prendere parte a uno degli appuntamenti più identitari della comunità saccense.

Il momento culminante delle celebrazioni si è svolto nel pomeriggio, quando oltre cento pescatori, come vuole la tradizione, hanno portato a spalla e a piedi scalzi la statua in marmo bianco di Carrara di Maria Santissima del Soccorso, opera degli scultori Giuliano Mancino e Bartolomeo Birrittaro, giunta a Sciacca via mare nel 1503. Un gesto che si rinnova da secoli e che affonda le sue radici nel Voto del 2 febbraio 1626, quando la città, duramente colpita dalla peste, si affidò alla protezione della Vergine chiedendo la liberazione dal flagello.

La processione ha concluso un articolato programma di celebrazioni religiose e momenti di preghiera, avviato il 22 gennaio e frutto della collaborazione tra la Chiesa e il Comune di Sciacca. Nei giorni precedenti, la città è stata attraversata da un clima di intensa devozione, culminato il 1° febbraio con il pellegrinaggio di numerosi fedeli, molti dei quali a piedi scalzi, verso la Basilica di Maria Santissima del Soccorso, cuore spirituale e simbolico della festa.