Sei anni senza Saverio: Vittoria non dimentica

75

Un silenzio carico di emozione, i fiori davanti all’edicola votiva e lo sguardo rivolto al cielo. Anche quest’anno familiari e amici hanno voluto ricordare Saverio Gilestro con un memorial che è diventato, nel tempo, un appuntamento fisso per chi continua a custodirne il ricordo nel cuore.

Era il 27 febbraio 2020 quando Saverio, appena 30 anni, perse la vita in un tragico incidente sul lavoro in un cantiere lungo la strada provinciale Vittoria-Pedalino. Operaio elettricista per una ditta di Agrigento incaricata della gestione dell’impianto di pubblica illuminazione cittadina, stava eseguendo interventi di manutenzione in contrada Piano Guastella quando rimase folgorato. Una tragedia che sconvolse l’intera comunità: nel giorno dei funerali fu proclamato il lutto cittadino.

Saverio lasciò la moglie Morena e una figlia che all’epoca aveva appena sei mesi. Un dolore immenso, che a distanza di sei anni resta vivo ma si trasforma in memoria condivisa e amore che continua a camminare.

Ieri, come da tradizione, si è svolta la passeggiata a cavallo in suo ricordo (quest’anno con qualche giorno di anticipo per farla coincidere con la domenica). Davanti alla piccola edicola realizzata in memoria del giovane sono stati deposti numerosi fiori. Un momento particolarmente toccante è stato quello che ha visto protagonista Athena, il cavallo di Saverio: anche quest’anno è stata la figlia a cavalcarlo, realizzando simbolicamente uno dei desideri più grandi del papà.

Insieme alla mamma Morena, la bambina ha poi lanciato in cielo sei palloncini – cinque bianchi e uno azzurro – uno per ogni anno trascorso da quando Saverio ha lasciato questa terra. Ad accompagnare il gesto, le note di “Per me è importante” dei Tiromancino, brano scelto per sottolineare la forza di un legame che il tempo non spezza.

La città continua a ricordare Saverio come un giovane sorridente, sempre disponibile, grande lavoratore e profondamente legato alla sua famiglia.

Il memorial non è soltanto un rito commemorativo, ma il segno tangibile di una comunità che non dimentica e che, anno dopo anno, rinnova il proprio abbraccio a Morena e alla figlia, nel nome di un amore che resta.