
Mattinata di paura nel Catanese, dove alle 7.05 la terra ha tremato in modo netto e prolungato, svegliando migliaia di persone. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha confermato una magnitudo 4.5, dopo una prima stima provvisoria compresa tra 4.1 e 4.6.
L’epicentro è stato localizzato a circa tre chilometri da Ragalna, sul versante dell’Etna, a una profondità di soli 3,8 chilometri. Una scossa superficiale, dunque, che ha reso il sisma chiaramente percepibile non solo a Catania e in tutta la provincia etnea, ma anche lungo la fascia ionica fino a Messina.
Due minuti più tardi, alle 7.07, è stata registrata una seconda scossa di assestamento di magnitudo 2.7, sempre nell’area di Ragalna.
In via precauzionale, i sindaci di Catania, Biancavilla, Aci Sant’Antonio, Tremestieri Etneo e Adrano hanno disposto la chiusura delle scuole per consentire le verifiche tecniche sugli edifici.
Il dirigente generale della Protezione civile regionale ha attivato immediatamente un monitoraggio telefonico attraverso il servizio di emergenza, per accertare eventuali criticità nei Comuni in cui la scossa è stata avvertita con maggiore intensità.
Oltre al capoluogo, i centri in cui il terremoto è stato percepito in maniera più evidente sono Ragalna, Biancavilla e Santa Maria di Licodia.
AGGIORNAMENTO:
Danni nella sede del Municipio e crolli parziali in alcuni edifici privati si sono registrati a Ragalna, comune epicentro del terremoto. Il Comune ha attivato il Coc (centro di coordinamento comunale) presieduto dalla Protezione civile e dal sindaco Nino Caruso. I tecnici comunali stanno predisponendo i primi sopralluoghi per verificare l’entità dei danni e la staticità degli edifici.
