“Le Fiabe” incantano Vittoria tra cultura e solidarietà

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Sabato scorso, nella Sala delle Capriate “Gianni Molè”, la città di Vittoria ha vissuto un pomeriggio intenso e partecipato all’insegna della parola narrata e della memoria collettiva. L’incontro dedicato alle Fiabe di Rosa Maria Assenza D’Errico ha richiamato un pubblico attento, composto da famiglie, docenti, rappresentanti delle associazioni e appassionati di letteratura per l’infanzia.

A presentare e condurre l’iniziativa è stata la giornalista Nadia D’Amato, che ha guidato i diversi momenti dell’evento, alternando interventi istituzionali, approfondimenti culturali e letture.

Tra i saluti istituzionali sono intervenuti l’arciprete della Chiesa Madre, don Salvatore Converso, l’assessora Francesca Corbino e l’assessore Arturo Barbante.

Don Salvatore Converso ha richiamato il valore antropologico e spirituale del racconto, sottolineando come le fiabe rappresentino uno strumento fondamentale per tramandare storia, tradizioni e insegnamenti morali.

Di grande interesse l’intervento della relatrice, l’ins. Cristina Minardi, che ha proposto un excursus sulla storia delle fiabe, soffermandosi sulla loro origine incerta e stratificata. “Le fiabe – ha spiegato – nascono da una sedimentazione orale antichissima, attraversano culture e confini geografici, trasformandosi nel tempo ma conservando archetipi universali. Un patrimonio immateriale che ancora oggi continua a parlare ai bambini e agli adulti”.

L’assessore Arturo Barbante ha invece focalizzato l’attenzione sulle favole siciliane, ricordando la centralità che esse hanno avuto fino a pochi decenni fa nella vita familiare e comunitaria dell’Isola, quando il racconto serale rappresentava un momento identitario e formativo. Nel suo intervento ha citato anche la figura di Giufà, personaggio emblematico della tradizione popolare, sospeso tra ingenuità e paradosso, capace di offrire – attraverso l’apparente semplicità – uno specchio ironico della realtà.

L’assessora Francesca Corbino ha posto l’accento sulle protagoniste femminili delle fiabe, evidenziando come spesso siano figure dotate di forza interiore, intelligenza e capacità risolutiva. Ha richiamato, tra gli altri esempi, la moglie di Giufà, capace di contrapporre la propria arguzia e prontezza mentale alla semplicità del marito, ribaltando così stereotipi e ruoli apparenti.

Particolarmente coinvolgente è stato il momento della lettura delle fiabe, affidato alle insegnanti Donatella Albani, Anna Dierna, Giusy Sferrazza, Tina Leo, Sandra Medino e Teresa Vacante, che con voci e interpretazioni diverse hanno restituito al pubblico la magia del racconto orale.

A concludere l’incontro è stata l’autrice, ins. Rosa Maria Assenza D’Errico, visibilmente emozionata per la partecipazione e l’affetto ricevuti. Le sue parole hanno richiamato il senso profondo del suo lavoro: offrire ai più piccoli storie capaci di parlare di amore, pace, gentilezza, rispetto, natura, pari opportunità e istruzione.

L’evento ha assunto anche un significativo valore solidale: il ricavato delle vendite dei volumi sarà devoluto alla Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. Presenti in sala alcuni volontari e il delegato per Vittoria, Ragusa e Siracusa della Fondazione FFC, Daniele La Lota, che ha ricordato l’importanza della ricerca scientifica affinché la storia dei malati di fibrosi cistica e delle loro famiglie possa davvero avere un lieto fine. Le sue parole hanno aggiunto una nota di profonda umanità all’incontro, ricordando come anche fuori dalle pagine dei libri ci siano storie che attendono speranza.

Tra racconti, riflessioni e applausi, il pomeriggio si è chiuso con un sentimento condiviso: la fiaba non è solo un genere letterario, ma uno spazio di educazione sentimentale e civile. E, talvolta, può diventare un ponte tra immaginazione e realtà, tra sogno e impegno concreto.