Vittoria, auto abbandonate e discariche anche nei boschetti

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Un’auto completamente smantellata, probabilmente una Fiat Panda, abbandonata tra la vegetazione del boschetto di pino d’Aleppo in contrada Passo Piro, a pochi metri dal canile comunale di Vittoria. È questa l’ultima segnalazione che riaccende i riflettori sul degrado ambientale nel territorio, dove aree di pregio naturalistico continuano a trasformarsi in discariche abusive.

Il contrasto è evidente: un contesto naturale ricco di biodiversità, immerso nei colori della primavera, deturpato da rifiuti e carcasse di veicoli. A denunciare la situazione è l’associazione Terre Pulite, impegnata da tempo nel monitoraggio e nella tutela ambientale, che ancora una volta si è trovata a intervenire in assenza di azioni istituzionali concrete.

La segnalazione si inserisce in un quadro più ampio di criticità che riguarda anche l’area dell’autoporto, da anni al centro delle denunce degli ambientalisti. Tra loro anche  Riccardo Zingaro il quale sottolinea ancora una volta come la struttura pubblica versi in uno stato di completo abbandono: vandalizzata, priva di controlli e progressivamente trasformata in una discarica abusiva, con la presenza anche di rifiuti speciali.

Proprio all’interno dell’autoporto, già interessato da sversamenti illegali, sarebbero comparse altre due auto parzialmente smontate, segno – secondo Zingaro – di una situazione ormai fuori controllo. “Un luogo diventato zona franca”, denuncia, dove l’assenza di vigilanza consente il proliferare di illeciti ambientali. Non è escluso, infatti, che possa trattarsi di auto rubate e smontate per rivenderne i pezzi.

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Secondo Zingaro, che precisa di aver già avvisato gli organi competenti, sarebbe bastato chiudere un accesso utilizzato per introdurre rifiuti e mezzi nell’area, intervento più volte suggerito ma mai realizzato.

La vicenda riapre il dibattito sulla gestione degli spazi pubblici e sulla necessità di interventi immediati: bonifiche, controlli e misure preventive che possano arginare un fenomeno ormai strutturale. L’appello è chiaro: non rinviare oltre, restituendo dignità e tutela a un territorio che continua a chiedere attenzione.