
Genova diventa un laboratorio urbano per il futuro delle città italiane. La scelta di incentivare la rimozione di asfalto e cemento per fare spazio al verde potrebbe infatti trasformarsi in un modello replicabile anche in altri Comuni, soprattutto alla luce dei problemi legati alle alte temperature, agli allagamenti improvvisi e al consumo di suolo.
Come racconta Il Post, il capoluogo ligure è la prima città italiana ad aver inserito ufficialmente il “depaving” nel proprio piano urbanistico, prevedendo incentivi per i privati che decidono di sostituire superfici impermeabili con aree verdi.
In concreto, chi elimina asfalto e cemento può ottenere riduzioni sugli oneri di urbanizzazione, impegnandosi però a mantenere le nuove aree verdi per almeno dieci anni.
L’obiettivo è duplice: rendere la città più fresca e migliorare la capacità del terreno di assorbire l’acqua piovana. L’asfalto, infatti, accumula calore e impedisce il drenaggio naturale, mentre terra e vegetazione favoriscono il raffrescamento urbano e aumentano la biodiversità.
Il movimento del depaving nasce negli Stati Uniti, a Portland, e si è poi diffuso in Europa, soprattutto in Belgio e Francia. In Italia esperienze simili sono già presenti in città come Roma, Milano e Bologna, ma Genova è la prima ad aver costruito un vero sistema normativo e di incentivi dedicato.
Un esperimento che potrebbe fare scuola. Con i cambiamenti climatici sempre più evidenti e la necessità di ripensare gli spazi urbani, il modello genovese “rischia” infatti di diventare presto un punto di riferimento anche per molte altre amministrazioni italiane alla ricerca di città più vivibili, verdi e resilienti.
