Modica Alta, polemica sul trasferimento Guardia Medica

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Il trasferimento del servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) da Modica Alta alla Casa della Comunità di Piazzale Baden Powell accende un acceso confronto politico e istituzionale in città, con posizioni fortemente divergenti tra amministrazione, opposizioni e cittadini.

La decisione rientra nel processo di riorganizzazione della sanità territoriale previsto dal DM 77/2022, che punta a concentrare i servizi nelle nuove Case della Comunità. Secondo l’ASP Ragusa, il trasferimento sarebbe funzionale a una migliore integrazione dell’assistenza territoriale, senza ridurre la qualità complessiva del servizio.

Tuttavia, sul territorio la scelta viene vissuta come una perdita significativa. Per decenni la sede di Via Loreto a Modica Alta ha rappresentato un presidio sanitario fondamentale per migliaia di residenti, garantendo assistenza nelle ore notturne e nei giorni festivi. A preoccupare sono soprattutto le fasce più fragili della popolazione, in particolare anziani e persone senza mezzi di trasporto, che temono un peggioramento dell’accessibilità alle cure urgenti.

Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale Alessio Ruffino, che denuncia la mancanza di una programmazione adeguata e richiama l’attenzione sul rischio di un progressivo depauperamento dei servizi a Modica Alta. Nel dibattito entra anche il Partito Democratico locale, che attribuisce parte delle criticità a scelte urbanistiche del passato e annuncia iniziative istituzionali per chiedere soluzioni alternative o temporanee.

Il consigliere Paolo Nigro e il sindaco Maria Monisteri Caschetto sottolineano la necessità di un intervento condiviso delle istituzioni per verificare la reale obbligatorietà del trasferimento. La prima cittadina evidenzia come il DM 77/2022 non imponga automaticamente lo spostamento delle sedi storiche, ma lasci margini organizzativi alle aziende sanitarie e alle Regioni.

Secondo questa interpretazione, alcune postazioni di Continuità Assistenziale in Italia sono state integrate nelle Case della Comunità, mentre altre sono rimaste operative nelle sedi originarie quando considerate strategiche per il territorio. Da qui la richiesta di rivedere la decisione e valutare la permanenza del servizio a Modica Alta, anche alla luce della densità abitativa del quartiere e della sua conformazione urbana.