Niscemi, arrestato con pistola clandestina e 152 cartucce

11

Un uomo di 32 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai Carabinieri di Niscemi con l’accusa di detenzione di arma clandestina, ricettazione e detenzione abusiva di munizioni. L’operazione è scattata nell’ambito delle indagini avviate dopo l’aggressione subita, nei giorni precedenti, da un pastore della zona.

L’arresto è stato eseguito dai militari della Stazione di Niscemi con il supporto del Nucleo Operativo e Radiomobile del Reparto Territoriale di Gela.

Nel corso delle perquisizioni effettuate tra i casolari e i terreni riconducibili all’indagato, nelle contrade Stizza e Vituso-Santa Veronica Carrubba, i Carabinieri hanno scoperto una pistola semiautomatica Beretta calibro 7.65 con matricola abrasa e priva di qualsiasi segno identificativo.

L’arma era stata abilmente occultata all’interno di un vano ricavato sotto la cuffia della leva del cambio dell’autovettura dell’uomo, parcheggiata nelle pertinenze di un’abitazione rurale.

Secondo quanto accertato dai militari, la pistola era perfettamente funzionante e pronta all’uso: nel caricatore erano presenti due cartucce, mentre un ulteriore colpo era già camerato.

La perquisizione è proseguita sul veicolo, consentendo di rinvenire, all’interno della vaschetta del filtro dell’aria sotto il cofano motore, un sacchetto contenente 152 cartucce calibro 9 di fabbricazione tedesca, detenute illegalmente.

L’arma e il munizionamento sono stati sequestrati e saranno sottoposti agli accertamenti tecnici e balistici necessari a verificare un eventuale utilizzo in altri episodi criminosi.

Alla luce degli elementi raccolti, i militari hanno arrestato il proprietario del veicolo in flagranza di reato. Al termine delle formalità di rito, il 32enne è stato trasferito nella Casa circondariale di Gela, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Successivamente, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Gela, su richiesta della Procura della Repubblica, ha convalidato l’arresto disponendo nei confronti dell’indagato la misura cautelare della custodia in carcere.

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, come previsto dall’ordinamento, l’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.