Cas: al via iter per completamento Sr-Gela e terza corsia Ct-Me

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Ci sono anche il completamento dell’autostrada Siracusa Gela e la realizzazione della terza corsia sull’autostrada Messina-Catania nell’iter che ha preso il via per la realizzazione di quattro importanti opere sulla rete autostradale siciliana. Il Consorzio per le Autostrade Siciliane ha disposto l’avvio delle attività necessarie per inserire gli interventi nel Programma triennale delle opere pubbliche e dare il via alla fase di progettazione.

Il provvedimento riguarda alcune infrastrutture considerate strategiche per migliorare la viabilità e la sicurezza della rete autostradale regionale. Tra queste figura il completamento dell’autostrada A18 Siracusa-Gela con la realizzazione del tratto compreso tra Gela e Scicli, un’opera attesa da anni per completare il collegamento lungo la fascia sud-orientale dell’isola.

Prevista anche la progettazione della terza corsia sull’autostrada A18 Messina-Catania, intervento che punta ad aumentare la capacità della principale arteria della Sicilia orientale e a rendere più scorrevole il traffico.

L’avvio delle procedure rappresenta il primo passaggio amministrativo verso la realizzazione delle opere. Dopo l’inserimento nel Programma triennale sarà infatti possibile procedere con la progettazione e con la ricerca delle risorse economiche necessarie per finanziare gli interventi.

I sindacati, intanto, avvertono: “Bene il Cas ad avere individuato alcune opere strategiche, indispensabili allo sviluppo della Sicilia: dalla realizzazione della terza corsia dell’A18, infrastruttura ormai obsoleta e non più adeguata ai volumi di traffico attuali, al completamento della Scicli-Gela, fino alla riqualificazione degli svincoli di Patti. Ciò che continua a mancare è invece la politica”. Lo affermano Giovanni Pistorio, segretario generale della Fillea Cgil Sicilia e Vincenzo Cubito, segretario generale della Fillea Cgil Catania, che aggiungono: “Nessuno mette in discussione la necessità di realizzare la terza corsia dell’A18. È un’opera non più rinviabile e va avviata senza ulteriori ritardi – ancora i due segretari generali – ma proprio perché si tratta di un intervento destinato a durare anni, è dovere della politica prevederne fin da subito gli effetti sulla mobilità dell’intera Sicilia orientale. Perché è evidente che i lavori finiranno per incidere pesantemente sul traffico tra Messina, Catania, Siracusa, Ragusa e gli altri territori della fascia ionica, mettendo a rischio i collegamenti con le aree industriali, i mercati, i porti, gli aeroporti e le principali località turistiche. Il punto non è se questo accadrà ma se qualcuno abbia pensato a come evitarlo”. Pistorio e Cubito sono certi: “Occorre assumere immediatamente una scelta politica chiara: avviare contestualmente la progettazione e la realizzazione di una viabilità alternativa alla Tangenziale di Catania.