In Cina la pioggia nebulizzata dai tetti rinfresca i palazzi

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Con temperature sempre più elevate e ondate di calore sempre più frequenti, anche le città cercano nuove strategie per difendersi dall’afa. A Yuncheng, nella provincia cinese dello Shanxi, è stato sperimentato un sistema di nebulizzazione installato sui tetti di alcuni grattacieli, capace di ridurre la temperatura percepita fino a 8 gradi.

Il funzionamento è semplice e si basa su un principio fisico ben noto: Attraverso ugelli ad alta pressione, l’acqua viene trasformata in una nube di micro-gocce che, entrando in contatto con l’aria calda, evaporano quasi istantaneamente. Il processo di evaporazione assorbe calore dall’ambiente, contribuendo ad abbassare la temperatura circostante. È lo stesso effetto che permette al sudore di raffreddare il corpo umano quando evapora sulla pelle.

La tecnologia ricorda i nebulizzatori già utilizzati all’esterno di bar, ristoranti e locali, ma applicata su scala urbana con l’obiettivo di mitigare gli effetti delle isole di calore che caratterizzano le grandi città durante l’estate.

Contrariamente a quanto sostenuto da alcuni contenuti circolati sui social, il sistema non è privo di costi: richiede infatti sia acqua sia energia elettrica per alimentare le pompe ad alta pressione. Tuttavia, secondo le valutazioni diffuse dagli sviluppatori, il consumo energetico può essere fino al 75% inferiore rispetto ai tradizionali impianti di climatizzazione, con il vantaggio aggiuntivo di non utilizzare gas refrigeranti.

Oltre all’effetto rinfrescante, la nebulizzazione contribuirebbe anche a trattenere parte delle polveri sottili e dei pollini presenti nell’aria, con possibili benefici sulla qualità dell’ambiente urbano.

In un contesto segnato dal cambiamento climatico e da estati sempre più torride, soluzioni di questo tipo potrebbero rappresentare un ulteriore strumento per rendere le città più vivibili, riducendo il surriscaldamento degli edifici e migliorando il comfort degli spazi urbani.