Anziani nel mirino: scatta la truffa del falso finanziere

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immagine generata con l'I.A.

E’ arrivato anche in provincia di Ragusa il nuovo tentativo di raggiro ai danni soprattutto delle persone anziane. A Vittoria anche alla nostra redazione stanno arrivando segnalazioni relative a una truffa telefonica nella quale i malviventi si presentano come appartenenti alla Guardia di Finanza e cercano di ottenere informazioni utili per colpire le loro vittime.

Lo schema è semplice ma studiato nei dettagli. Dall’altra parte della cornetta il falso finanziere comunica alla persona contattata che ci sarebbe un problema legato alla carta d’identità e chiede di recarsi in caserma per chiarire la situazione.

A quel punto possono verificarsi due scenari. Se l’anziano risponde di non poter raggiungere la caserma, il truffatore propone una soluzione: l’invio di una persona direttamente a domicilio per effettuare le verifiche necessarie.

È proprio questo il momento più delicato. Il soggetto che si presenta a casa potrebbe non avere alcun ruolo istituzionale e potrebbe tentare di entrare nell’abitazione con una scusa. In alcuni casi i malviventi agiscono in coppia: mentre uno intrattiene la vittima, distraendola con spiegazioni e richieste, l’altro si muove all’interno della casa alla ricerca di denaro, gioielli o oggetti di valore.

Ma c’è anche un’altra possibile conseguenza: chi accetta l’appuntamento in caserma potrebbe involontariamente fornire ai truffatori un’informazione preziosa. Sapendo giorno e orario dello spostamento, i ladri potrebbero capire che l’abitazione resterà vuota per il tempo necessario a tentare un furto.

Le forze dell’ordine ricordano che nessun appartenente alla Guardia di Finanza, alla Polizia o ai Carabinieri chiede telefonicamente di consegnare denaro e mostrare preziosi e invitano a non far entrare sconosciuti in casa per controlli legati a documenti o carte personali.

In caso di chiamate sospette è fondamentale:

  • non fornire dati personali o informazioni sulle proprie abitudini;
  • non comunicare se si è soli in casa o quando si esce;
  • non aprire la porta a persone che si presentano senza un appuntamento verificato;
  • contattare direttamente il numero di emergenza 112 o la caserma competente per accertare la veridicità della richiesta.

Un semplice gesto può evitare conseguenze pesanti: davanti a una telefonata sospetta, meglio interrompere la conversazione e fare una verifica attraverso i canali ufficiali.

L’attenzione, soprattutto nei confronti delle persone più fragili, resta lo strumento principale per contrastare un fenomeno che continua a colpire numerosi cittadini.