Comiso, un leprotto strappato alle fiamme dai volontari

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Un piccolo leprotto strappato alle fiamme diventa il simbolo della lotta agli incendi e della tutela del patrimonio naturale del territorio.

A salvarlo, i volontari dell’Antincendio della squadra 155 della Protezione Civile che hanno messo in salvo l’animale nel corso di un incendio appiccato lungo l’alveo degli affluenti del fiume Ippari. Il cucciolo di lepre era rimasto intrappolato tra la vegetazione.

A raccontare l’episodio è il sindaco di Comiso, Maria Rita Schembari che, attraverso un messaggio pubblicato sui social, ha espresso il proprio ringraziamento ai volontari e ha lanciato un duro monito contro chi appicca gli incendi.

«Lungo quello che è stato negli anni l’alveo degli affluenti dell’Ippari vive anche la fauna autoctona del luogo», scrive Schembari, ricordando come gli incendi non distruggano soltanto la vegetazione, ma mettano seriamente a rischio l’intero ecosistema.

Parole severe quelle rivolte ai responsabili dei roghi: «Quando un uomo scientemente appicca un incendio, commette non solo un reato, ma un peccato mortale contro l’ambiente», afferma, richiamando l’attenzione sulle gravi conseguenze che gli incendi provocano alla biodiversità e al patrimonio naturalistico.

Determinante l’intervento dei volontari della Protezione Civile che, nonostante il pericolo, hanno operato senza esitazione. «Pur rischiando di farsi veramente male, non hanno esitato a intervenire salvando questo piccolo leprotto», sottolinea Schembari, evidenziando il coraggio e il senso del dovere degli operatori impegnati nelle attività di spegnimento.

Il gesto di salvare un animale in difficoltà assume, nelle parole del sindaco, un significato che va oltre il singolo episodio. «Chiunque salvi una vita, per tanti forse insignificante, ai miei occhi compie un gesto che fa bene al Creato, che riconforta il cuore», conclude.