
Un’operazione su vasta scala della Polizia di Stato ha scosso il territorio di Gela e Butera. Dieci persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica che ha fatto luce su una serie di furti in abitazione e raid ai danni di esercizi commerciali.
L’inchiesta, condotta attraverso attività di osservazione, controlli sul territorio, analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e numerosi riscontri investigativi, ha permesso agli investigatori di ricostruire due distinti gruppi coinvolti in alcuni episodi criminosi.
Il primo filone riguarda i furti nelle abitazioni private. Tre persone appartenenti allo stesso nucleo familiare, ovvero marito, moglie e suocera (rispettivamente di 25, 27 e 45 anni) sono state sottoposte agli arresti domiciliari perché ritenute gravemente indiziate di almeno dieci colpi messi a segno tra Gela e Butera. La donna più giovane, in particolare, ha agito come palo anche mentre era all’ottavo mese di gravidanza.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo avrebbe agito con un metodo ben organizzato: l’uomo sarebbe entrato all’interno delle abitazioni prese di mira, mentre le due donne avrebbero svolto a turno il ruolo di vedette, controllando la zona e segnalando eventuali pericoli. Le case da colpire sarebbero state individuate dopo un’attenta osservazione della zona individuata, così da scegliere i momenti più favorevoli per entrare in azione.
Tra gli obiettivi dei ladri anche l’abitazione di un loro parente, assente perché impegnato con i festeggiamenti del proprio matrimonio.
Il secondo fronte dell’indagine riguarda invece i furti con la cosiddetta tecnica della “spaccata”, che negli ultimi mesi hanno interessato diversi negozi del centro di Gela. In questo caso sono sette le persone ritenute coinvolte, a vario titolo, nei raid commessi tra febbraio e maggio scorsi.
La modalità era sempre la stessa: la vetrina veniva infranta utilizzando mazze, pietre o altri oggetti contundenti e, in pochi istanti, i responsabili riuscivano a entrare nei locali per portare via denaro contante, merce di valore, casse automatiche e registratori di cassa.
Per uno degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, tre persone sono finite agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico, mentre altre tre dovranno presentarsi alla Polizia Giudiziaria.
L’operazione conferma l’impegno della Polizia di Stato nel contrasto ai reati predatori, fenomeni che incidono sulla sicurezza dei cittadini e mettono in difficoltà anche le attività commerciali colpite.
Gli accertamenti proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilità e possibili collegamenti con altri episodi.
Per tutti gli indagati resta valido il principio di presunzione di innocenza: eventuali responsabilità saranno stabilite solo con una sentenza definitiva.
