Scoglitti, il 16 agosto il libro dedicato a don Baionetta

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Dopo la presentazione a Comiso, il libro “Costruire la casa. Il magistero di don Antonio Baionetta” arriva a Scoglitti, luogo particolarmente significativo nel percorso pastorale del sacerdote comisano, scomparso il 17 febbraio 2016.

L’appuntamento è in programma domenica 16 agosto, alle 21.30, sul sagrato della chiesa Santa Maria di Portosalvo, in piazza Cavour. La serata sarà introdotta dal parroco don Robert Dynerowics. A dialogare con l’autrice, Daniela Baionetta, psicologa e pedagogista e nipote di don Antonio, sarà l’avvocato Giovannella Incardona, dell’Azione Cattolica di Comiso. Sarà presente anche Lella Colombo, che ha collaborato alla stesura della prima parte del volume. La presentazione sarà arricchita da alcune testimonianze.

Il libro nasce con l’obiettivo di conservare e riproporre la figura umana e spirituale di don Antonio Baionetta, sacerdote che nel corso della sua vita ha rappresentato un punto di riferimento per numerosi giovani, famiglie e comunità parrocchiali.

Al centro del volume ci sono le esperienze che hanno segnato il suo cammino sacerdotale e umano, a partire dal Movimento dei Focolari e da Incontro Matrimoniale, due realtà che hanno accompagnato diverse fasi della sua missione. La prefazione è firmata dal vescovo emerito monsignor Paolo Urso.

Il rapporto con il Movimento dei Focolari iniziò quando don Antonio era ancora giovanissimo. A soli 17 anni, durante gli anni da seminarista a Siracusa, conobbe il movimento allora ancora poco conosciuto e nel 1959 partecipò alla Mariapoli di Fiera di Primiero. Sarebbe diventato uno dei primi sacerdoti focolarini d’Italia. A Vittoria nacque inoltre l’esperienza del primo focolare sacerdotale, in via dei Mille.

Particolarmente significativa fu anche l’esperienza della Gioventù Studentesca, conosciuta semplicemente come G.S., sviluppatasi a Vittoria tra gli anni Sessanta e Settanta. In circa quindici anni furono quasi 2.000 i giovani coinvolti. Don Antonio ne fu il principale punto di riferimento, accompagnando i ragazzi attraverso momenti di condivisione, preghiera e confronto.

Un’esperienza che, come viene ricordato nel volume, non si basava tanto sulla predicazione quanto sulla capacità di camminare accanto ai giovani, aiutandoli a conoscersi, a orientare le proprie scelte e a maturare una fede personale e consapevole. Molti di quei ragazzi, oggi distribuiti in diverse città italiane e in altri Paesi, hanno portato nella loro vita personale e professionale l’esperienza vissuta durante quegli anni.

Alla fine degli anni Ottanta iniziò invece il percorso di don Antonio all’interno di Incontro Matrimoniale, destinato a diventare l’altro grande pilastro della sua esperienza sacerdotale. Insieme a don Romolo Taddei fu tra i pionieri del movimento in Italia e, tra il 1999 e il 2002, ne ricoprì l’incarico di responsabile nazionale insieme ai coniugi ragusani Giorgio e Pinuccia Licitra.

Il titolo del libro, “Costruire la casa”, richiama una delle immagini più significative del pensiero di don Antonio. La casa non viene intesa soltanto come spazio fisico, ma come luogo di relazione, accoglienza e condivisione: la famiglia, la parrocchia, la comunità e ogni ambiente nel quale l’incontro con l’altro diventa occasione per costruire relazioni e vivere concretamente la propria fede.

Nel corso della sua attività pastorale, don Antonio Baionetta prestò servizio in diverse comunità. A Vittoria fu impegnato nelle parrocchie Sacro Cuore, Madonna Assunta e San Francesco di Paola. Successivamente operò a San Cipriano a Roma, per poi tornare in provincia di Ragusa come parroco della chiesa Santa Maria di Portosalvo a Scoglitti e della Chiesa Madre di Comiso, Santa Maria delle Stelle.

Proprio a Scoglitti, dunque, il volume assume un significato particolare, riportando idealmente la memoria di don Antonio in una delle comunità che ha accompagnato durante il suo ministero.

La pubblicazione raccoglie anche una parte dedicata ai suoi scritti, alle omelie, alle meditazioni e agli appunti personali, raccolti sotto il titolo “Il Quaderno dell’Anima”. A completare il volume c’è inoltre l’omelia pronunciata dal vescovo monsignor Giuseppe La Placa in occasione dei funerali del sacerdote.

Tra le esperienze rimaste maggiormente impresse nella memoria di chi lo ha conosciuto ci sono anche le vacanze sulle Dolomiti, vissute negli ultimi quindici anni della sua vita. Le montagne che amava divennero un appuntamento estivo capace di unire riposo, amicizia e dimensione spirituale.

La serata del 16 agosto sarà quindi un’occasione non soltanto per presentare il libro, ma anche per ripercorrere, attraverso la voce dell’autrice e le testimonianze di chi lo ha conosciuto, la storia di un sacerdote che ha dedicato gran parte della propria vita all’incontro con i giovani, le famiglie e le comunità.