
Segnali significativi di attenuazione arrivano dall’Etna: il tremore vulcanico è rapidamente sceso su valori bassi, l’attività infrasonica è quasi del tutto cessata e il campo lavico risulta in parziale raffreddamento. A fare il punto sulla situazione è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo, attraverso una nota pubblicata sulla pagina Facebook INGVvulcani nella mattinata di oggi, 15 agosto.
Dopo le intense fasi eruttive dei giorni scorsi e le conseguenti ripercussioni anche sul traffico aereo, i dati del monitoraggio mostrano dunque una marcata diminuzione dell’attività, anche se il vulcano continua a essere costantemente sorvegliato.
Secondo quanto emerge dalle immagini della videosorveglianza, il campo lavico è in parziale raffreddamento. Parallelamente, il personale dell’INGV-Osservatorio Etneo sta effettuando sopralluoghi sul campo per verificare direttamente l’evoluzione della situazione.
Al cratere Voragine, intanto, prosegue una debole emissione di cenere, che al momento rimane confinata nell’area sommitale.
Particolarmente significativo è il dato relativo al tremore vulcanico. Nella mattinata di oggi la sua ampiezza media ha infatti registrato una variazione importante.
A partire dalle 4 UTC, corrispondenti alle 6 in Italia, è iniziato un rapidissimo decremento dei valori che, nel giro di circa un’ora, sono rientrati nella fascia bassa.
Le sorgenti del tremore risultano attualmente localizzate nell’area compresa tra il cratere Voragine e il Cratere di Sud-Est, a una quota di circa 2.500 metri sul livello del mare.
In concomitanza con l’inizio del brusco calo del tremore, è inoltre quasi del tutto cessata l’attività infrasonica.
Ulteriori indicazioni arrivano dai sistemi che tengono sotto controllo le deformazioni dell’Etna. Secondo quanto riportato dall’INGV, i segnali delle stazioni tilt evidenziano un trend di rientro nei valori di norma.
Anche i dati delle stazioni GNSS consolidano l’evidenza di una tendenza alla deflazione dell’edificio vulcanico.
I diversi parametri osservati indicano quindi una fase di attenuazione rispetto all’attività registrata nei giorni scorsi. Il monitoraggio dell’Etna prosegue e il personale dell’Osservatorio Etneo sta effettuando verifiche direttamente sul vulcano per seguire l’evoluzione del fenomeno.
