Daini nel Ragusano, LAV e Sinistra Italiana contro gli abbattimenti

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Immagine generata con l'I.A.

Sinistra Italiana Ragusa e LAV Ragusa intervengono contro la disposizione operativa dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura che autorizza l’avvio delle attività di contenimento, attraverso il loro abbattimento, dei daini presenti in provincia. Entrambe chiedono la sospensione o la revoca del provvedimento e sollecitano il ricorso a metodi incruenti per la gestione della fauna selvatica.

Al centro delle contestazioni c’è la disposizione operativa Prot. n. 86568 del 15 agosto 2026, emanata dal Servizio 15 – Ufficio per il Territorio di Ragusa dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura. Secondo quanto riferito nei due comunicati, il provvedimento autorizza una squadra di coadiutori ad avviare gli abbattimenti dei daini (Dama dama) sul territorio provinciale.

Una scelta duramente criticata sia dalla Federazione provinciale di Sinistra Italiana sia dalla LAV, che contestano l’utilizzo degli abbattimenti come strumento per affrontare le problematiche legate alla presenza degli animali, ai danni alle colture e ai rischi per la circolazione stradale.

Sinistra Italiana Ragusa parla di una decisione che rappresenterebbe «l’ennesima dimostrazione di una politica regionale miope e priva di visione sostenibile», sostenendo che il ricorso agli abbattimenti non possa sostituire una strategia di lungo periodo basata su programmazione, prevenzione e monitoraggio della fauna.

Secondo la federazione provinciale, occorrerebbe intervenire innanzitutto a sostegno degli agricoltori, finanziando recinzioni elettrificate, dissuasori ottico-acustici e sistemi di protezione delle colture.

Tra le proposte avanzate anche una mappatura dei tratti stradali maggiormente interessati dagli attraversamenti degli animali, con l’installazione di segnaletica luminosa, sensori e altri sistemi di prevenzione degli incidenti nelle aree di Modica, Chiaramonte Gulfi, Giarratana, Monterosso Almo e Ragusa.

Sinistra Italiana propone inoltre la sperimentazione di programmi di immunocontraccezione e cattura finalizzata alla traslocazione degli esemplari, oltre alla costituzione di un tavolo permanente con esperti, associazioni ambientaliste e protezioniste.

Sulla stessa linea la LAV di Ragusa, che esprime «profondo sdegno» per il provvedimento e considera il ricorso ai coadiutori una soluzione cruenta e non adeguata a una gestione moderna della fauna selvatica.

L’associazione animalista indica una serie di possibili alternative: programmi di controllo della fertilità, cattura e trasferimento degli animali verso strutture o aree idonee, sistemi di prevenzione dei danni alle colture e interventi specifici per aumentare la sicurezza lungo le strade maggiormente interessate dagli attraversamenti.

Per LAV la gestione della popolazione dei daini dovrebbe dunque puntare su strumenti che consentano di ridurre progressivamente le criticità senza ricorrere all’abbattimento.

Le due prese di posizione convergono quindi sulla richiesta di fermare il piano.

Sinistra Italiana si rivolge al dirigente provinciale Tullio Serges, alla Regione Siciliana e ai sindaci dei Comuni coinvolti chiedendo la sospensione immediata del provvedimento. LAV chiede invece la revoca dell’autorizzazione rivolgendosi, oltre che al dirigente e all’Assessorato regionale dell’Agricoltura, anche al Prefetto e ai sindaci di Ragusa, Modica, Chiaramonte Gulfi, Giarratana e Monterosso Almo.

Entrambe le organizzazioni chiedono, in sostanza, che la gestione della presenza dei daini nel territorio ibleo venga affrontata attraverso prevenzione, monitoraggio e soluzioni incruente, aprendo un confronto con istituzioni, tecnici e associazioni del territorio.