
Si è svolto nella Sala Giunta del Comune di Ragusa l’incontro tra il Dirigente del Servizio 15 del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale, Tullio Serges, e le associazioni animaliste e ambientaliste, sul tema della crescente presenza di daini nel territorio ragusano e del loro impatto sull’ambiente, sugli allevamenti e sulle coltivazioni locali.
Alla riunione hanno partecipato il funzionario del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale Dott. Angelo Merlino; per la LAV Biagio Battaglia e Resi Iurato; per LEIDAA Carmela Corallo e Liviana Metallo; per Legambiente Angelo Rinollo e Claudio Conti. Hanno inoltre portato la loro significativa testimonianza il Presidente del Parco delle Madonie e Sindaco del Comune di Gangi, Giuseppe Ferrarello, accompagnato dal naturalista del Parco Antonio Spinato, e il veterinario consulente regionale per le attività venatorie, Dott. Egidio Mallia.
Il confronto è stato franco, a tratti anche acceso, ma molto costruttivo, con interventi di particolare interesse da parte di tutti i partecipanti.
È stata responsabilmente condivisa la necessità di una corretta attività di prevenzione, affinché la situazione possa essere affrontata prima che assuma dimensioni difficilmente gestibili, come accaduto nel Parco delle Madonie, dove una piccola comunità di daini, introdotta alcuni decenni fa, si è progressivamente trasformata in una popolazione di oltre 20.000 esemplari, con conseguenze rilevanti sull’habitat e sull’economia agricola del territorio.
Al termine dell’incontro, il Dirigente Tullio Serges ha assicurato la sospensione delle attività di abbattimento dei daini, il cui avvio era previsto a partire dal 1° settembre.
Proseguiranno, invece, le attività propedeutiche di monitoraggio e localizzazione degli animali, già avviate lo scorso 16 agosto.
I dati raccolti saranno messi a disposizione delle associazioni animaliste e ambientaliste, consentendo loro di acquisire una maggiore e più puntuale conoscenza delle effettive dimensioni del fenomeno e di elaborare, come richiesto nel corso dell’incontro, una proposta alternativa.
Le associazioni hanno infatti rappresentato l’intenzione di presentare, entro 30 giorni dalla ricezione dei dati, un progetto che individui strumenti e modalità alternative per prevenire e contenere la proliferazione degli animali, con l’obiettivo di ridurre quanto più possibile, fino ad eliminarlo ove tecnicamente e normativamente possibile, il ricorso all’abbattimento.
Solo al termine di questo percorso, sulla base dei dati raccolti, della proposta formulata dalle associazioni e delle valutazioni degli organismi competenti, saranno assunte le successive determinazioni in merito al prosieguo delle attività.
