
Da un dibattito nato sui social attorno a un post dedicato alle condizioni di Pozzallo emerge un elenco ampio di criticità: strade sporche, rifiuti abbandonati, scarsa vigilanza, parcheggi selvaggi, rumore, confusione e intere zone della città considerate poco valorizzate.
A sollevare la discussione è stato Carmelo Sigona, con un intervento pubblicato nel gruppo Facebook “Pozzallo… nella storia”. Sigona racconta di essere tornato a soggiornare in città con la moglie e i figli, ma di avere trovato una Pozzallo meno accogliente rispetto ai ricordi: strade sporche, poca presenza delle forze dell’ordine e una diffusa incuria. Chiede inoltre una stagione turistica più lunga, con lidi aperti almeno quattro mesi, iniziative più frequenti e accessibili e una maggiore attenzione alla pulizia del mare e delle spiagge.
Una delle segnalazioni più ricorrenti riguarda il lungomare Raganzino, descritto da diversi cittadini come dimenticato e penalizzato rispetto a Pietrenere. Si chiede di favorire l’apertura di pizzerie, gelaterie e altri punti di ristoro, così da restituire vita a un tratto di costa nel quale il mare si trova a pochi metri dalla passeggiata. C’è, tuttavia, anche chi osserva che alcuni residenti sarebbero contrari a una crescita dei locali, temendo di ritrovarsi a convivere con il caos già registrato in altre zone.
Sul fronte del decoro, una cittadina riferisce della presenza, nella zona dello Scoglio e vicino al parcheggio della spiaggia, di mobili e immondizia abbandonati. Altri parlano di sacchi di rifiuti maleodoranti, carta lasciata per strada e deiezioni canine non raccolte. Critiche che vengono indirizzate ai servizi comunali, ma anche all’inciviltà di una parte degli stessi cittadini.
Un altro problema indicato con precisione è quello dei parcheggi selvaggi. Auto lasciate sui marciapiedi, davanti agli ingressi privati o in modo da restringere le carreggiate, secondo le testimonianze raccolte nella discussione, contribuirebbero a rendere alcune strade difficili da percorrere. A questo si aggiungono la velocità dei veicoli, il rumore dei motori e una presenza di controlli giudicata insufficiente.
C’è poi chi, tornando ogni estate a Pozzallo, descrive un progressivo peggioramento della qualità della vita durante i mesi più affollati: confusione, rumore, sporcizia e lungomare e spiaggia di Pietrenere considerati poco vivibili. Il timore espresso è che un turismo non governato possa trasformarsi in un boomerang, facendo perdere alla città la propria identità e spingendo negli anni i visitatori verso altre destinazioni.
Il sentimento che attraversa quasi tutti gli interventi è, però, quello di un forte legame con Pozzallo. Le critiche non mettono in discussione la bellezza della città, ma la distanza tra le sue potenzialità e i servizi offerti. E dalla discussione arriva anche un richiamo alla responsabilità collettiva: amministrazione, operatori economici, residenti e turisti devono fare ciascuno la propria parte.
