Ragusa, La Placa visita la Fondazione San Giovanni Battista

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Si è conclusa con la celebrazione della Messa nel cortile di Borgo la Croce, a Ragusa, la visita pastorale del vescovo, monsignor Giuseppe La Placa, alla Fondazione San Giovanni Battista, ente di culto e di religione della Chiesa locale che quest’anno celebra 50 anni di attività al fianco delle persone più fragili.

Due giornate dedicate all’ascolto, all’incontro con gli operatori e con i beneficiari e alla conoscenza diretta delle diverse realtà gestite dalla Fondazione.

«A conclusione della mia visita pastorale alla Fondazione San Giovanni Battista non è possibile non riconoscere i segni del Signore nel lavoro quotidiano di tanti operatori che con talento e competenza offrono il loro servizio ai più deboli», ha affermato il vescovo.

Monsignor La Placa ha sottolineato in particolare il lavoro svolto quotidianamente nell’accoglienza dei migranti e nel sostegno alle persone che vivono diverse forme di povertà. «Con occhi limpidi e cuore puro ho visto il bene che si pratica ogni giorno per i fratelli migranti e per tutti coloro che soffrono ogni forma di povertà. Vi esorto a continuare così, a mettere sempre il cuore in ciò che fate».

Durante la visita il vescovo ha raggiunto i cinque centri di accoglienza della rete nazionale SAI e i due centri gestiti per conto della Prefettura, incontrando sia gli operatori sia le persone accolte nelle strutture.

«Ho incontrato non solo chi lavora ma anche i beneficiari, dei quali sarà impossibile dimenticare l’affetto con il quale mi hanno circondato – ha raccontato La Placa –. Sono grato a tutti loro e, in special modo, a don Sebastiano Roberto Asta, che ha assunto la responsabilità della presidenza della Fondazione, insieme a tutti i membri del Consiglio di amministrazione».

Un’esperienza che il vescovo ha definito motivo di arricchimento personale: «Esco arricchito da questi due giorni e consapevole che la Fondazione è fatta da persone amabili che compiono il loro dovere illuminate dallo Spirito Santo».

A ringraziare il vescovo per la visita è stato il presidente della Fondazione, don Sebastiano Roberto Asta, che ha sottolineato il significato dell’appuntamento nell’anno del cinquantesimo anniversario.

«I primi cinquant’anni di vita rappresentano per noi un traguardo importante, ma non un punto d’arrivo. Oggi sentiamo che questo sia un nuovo slancio per il futuro», ha spiegato don Asta, ricordando mezzo secolo di attività della Fondazione accanto alle persone più vulnerabili.

L’obiettivo, ha aggiunto, è continuare a rappresentare un presidio di solidarietà e un punto di riferimento dell’azione della Chiesa ragusana: «Dobbiamo e vogliamo continuare a essere, ogni giorno, artigiani instancabili di speranza e di pace».

La visita pastorale si è conclusa con un momento comunitario nel cortile di Borgo la Croce.

Nel rispetto delle diverse fedi, operatori e beneficiari hanno condiviso alcune testimonianze e una cena sotto le stelle. A chiudere la serata, musica e momenti di festa, suggellando le due giornate trascorse dal vescovo accanto alla comunità della Fondazione.