Chiaramonte, un libro racconta la vita di Salvatore Barresi

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Una vita semplice, trascorsa tra il lavoro di pastore, la fede e l’attenzione verso gli altri, rimasta in gran parte nascosta fino alla sua improvvisa morte. È la storia di Salvatore Barresi, chiaramontano scomparso a soli 37 anni, raccontata da Alfio Di Pietro nel libro “Rapito dal Cielo. Salvatore Barresi, pastore di professione e di spirito”, pubblicato nel 2026 da Città Nuova.

Il volume sarà presentato sabato 19 settembre, alle 19.30, nel Santuario Maria Santissima di Gulfi, a Chiaramonte Gulfi. Ad introdurre l’incontro sarà il vescovo di Ragusa, monsignor Giuseppe La Placa, autore anche della prefazione del libro.

A presentare il volume sarà Giuseppe Di Mauro, teologo e vicedirettore dell’Ufficio diocesano per la Cultura, mentre a moderare l’appuntamento sarà la giornalista Aurora Nicosia. Nel corso della serata sono previste letture affidate a Giovanni Calabrese e interventi musicali del giovane violinista Emanuele Mario Rago.

La vicenda umana di Salvatore Barresi è profondamente legata a Chiaramonte Gulfi e al territorio ibleo. La sua era apparentemente la vita ordinaria di un uomo dedito soprattutto al duro lavoro di pastore.

Tutto cambiò il 9 giugno 2003. Barresi stava rientrando a casa insieme al suo gregge quando fu sorpreso da un improvviso temporale. Un fulmine pose fine alla sua vita a soli 37 anni.

Dopo la sua morte cominciò però ad emergere una dimensione della sua esistenza che fino a quel momento era rimasta pressoché sconosciuta. Nella casa in cui viveva furono ritrovati manoscritti, appunti e meditazioni, testimonianza di un’intensa vita spirituale che Barresi aveva custodito lontano dai riflettori.

«Nessuno prima della morte di Salvatore sapeva dell’esistenza dei tanti suoi manoscritti che ne disegnano una vita spirituale intima, profonda, insospettata», racconta l’autore Alfio Di Pietro.

Accanto al lavoro, Barresi dedicava il poco tempo libero soprattutto agli altri. Incontrava i giovani, con i quali leggeva la Parola di Vita, e si occupava anche di ragazzi emarginati e con problemi legati alla droga. Aveva inoltre assunto l’incarico di tutore di una persona inabile, seguendone personalmente necessità e bisogni.

Tra i suoi desideri ci sarebbe stato anche quello di diventare missionario, progetto al quale avrebbe rinunciato per assumersi la responsabilità dell’azienda paterna. Il legame con il mondo missionario, tuttavia, non venne meno: sosteneva le opere di padre Giovanni Salerno, fondatore del Movimento dei Servi dei Poveri del Terzo Mondo e missionario in Perù.

Barresi aveva inoltre incontrato l’esperienza del Movimento dei Focolari, aderendo alla spiritualità di Chiara Lubich.

Sono proprio i suoi scritti e i ricordi delle persone che lo hanno conosciuto a costituire il cuore del lavoro di Alfio Di Pietro.

Nella prefazione, il vescovo La Placa colloca la testimonianza del pastore chiaramontano nel solco della “santità vissuta nella semplicità”, richiamando Santa Teresa di Lisieux e la vocazione universale alla santità ribadita dal Concilio Vaticano II.

Quella che sarà presentata a Gulfi è la seconda edizione di “Rapito dal Cielo”. Il libro era stato pubblicato per la prima volta nel 2005 dall’editrice Sion. La nuova edizione di Città Nuova, uscita nel 2026, amplia il lavoro originario con capitoli inediti, nuove testimonianze e ulteriori scritti di Salvatore Barresi, oltre alla prefazione di monsignor La Placa e alla postfazione di Adriano Pischetola.

A oltre vent’anni dalla sua morte, la presentazione nel Santuario di Gulfi riporta così l’attenzione sulla figura di un uomo la cui dimensione più profonda è stata scoperta soprattutto attraverso le parole che aveva affidato, nel silenzio, ai suoi scritti.