Finti dipendenti comunali e poliziotti: nuova truffa telefonica

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Una telefonata apparentemente istituzionale, la storia di documenti rubati (o comunque fotocopiati ad insaputa dell’interessato) e di un’auto acquistata a nome della vittima, poi una serie di domande formulate in modo da ottenere come risposta un semplice «sì». È il copione di un nuovo tentativo di truffa telefonica segnalato a Vittoria.

A raccontare l’episodio è una persona che ha ricevuto direttamente le chiamate e che, insospettita dalle modalità utilizzate dagli interlocutori, è riuscita a interrompere il raggiro prima che potesse proseguire.

Secondo quanto riferito, nella prima chiamata l’interlocutore si sarebbe presentato come un dipendente comunale, sostenendo che qualcuno, dopo essersi impossessato dei documenti della vittima, li avrebbe utilizzati per acquistare un’automobile.

Durante la conversazione sarebbero state poste diverse domande, apparentemente innocue, ma formulate in maniera tale da indurre l’interlocutore a rispondere ripetutamente con un «sì».

Per rendere più credibile la storia e rassicurare la persona contattata, il presunto dipendente avrebbe quindi prospettato la possibilità di farla richiamare da un operatore di Polizia.

Poco dopo è effettivamente arrivata una seconda telefonata. Dall’altra parte della linea una persona si sarebbe qualificata come appartenente alle forze dell’ordine, proseguendo con altre domande alle quali, ancora una volta, sarebbe stato naturale rispondere affermativamente.

A quel punto, però, la potenziale vittima ha deciso di verificare l’identità dell’interlocutore. Ha chiesto al presunto poliziotto di fornire cognome e ufficio di appartenenza, domandando espressamente dove avrebbe potuto trovarlo, alla Questura o al Commissariato di Vittoria.

La reazione è stata immediata: la telefonata è stata interrotta. Da quel momento non sono arrivate altre chiamate.

L’episodio viene segnalato affinché altri cittadini possano riconoscere un eventuale copione analogo. È opportuno non fornire dati personali, bancari, codici o altre informazioni riservate a interlocutori la cui identità non sia stata verificata. In caso di telefonate sospette, la scelta più prudente è chiudere la comunicazione e contattare autonomamente l’ente o le forze dell’ordine attraverso i recapiti ufficiali, senza utilizzare numeri forniti da chi ha effettuato la chiamata.

Non è chiaro quale fosse l’obiettivo delle ripetute domande formulate per ottenere risposte affermative. Una delle ipotesi è che la registrazione dei “sì”, insieme ad eventuali dati personali già in possesso degli interlocutori, potesse essere utilizzata nell’ambito di successive operazioni fraudolente, anche legate all’attivazione di contratti o utenze. Un’ipotesi che, nel caso specifico, non è però possibile confermare.