Gela, combattimenti clandestini tra cani: sequestrati 13 pitbull

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Tredici pitbull sono stati sequestrati da Polizia e Carabinieri, in quanto utilizzati all’interno di un circuito illegale di combattimenti e scommesse.

Gli animali sono stati trovati in quattro delle sei abitazione oggetto del decreto, quattro erano ancora cuccioli e una incinta. Tra il materiale sequestrato attrezzatura finalizzata
all’allenamento degli animali, dei tapis roulant, catene, guinzagli con moschettoni, pesi utilizzati per potenziare le mascelle dei cani e farmaci integratori e anabolizzanti. In campo, trenta unità tra poliziotti, carabinieri e medici veterinari dell’ASP di Palermo.

Oggi in conferenza stampa è stata illustrata l’operazione che ha preso il nome di “L’inferno dei pitbull”.
L’attività d’indagine è scaturita a seguito di un controllo eseguito dai poliziotti del Commissariato di Gela, unitamente a personale medico veterinario, presso l’abitazione di uno degli indagati. L’intervento era stato organizzato per cercare un cagnolino che era scomparso nella zona e che alcuni testimoni avevano visto con l’uomo. Nel corso delle ricerche è stato, invece, trovato un cane di razza pitbull con evidenti lesioni sul muso
e sul corpo, riconducibili a segni di lotta con altri cani.

Le successive verifiche investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica di Gela, che hanno interessato anche i Carabinieri del SOARDA per gli aspetti di specifica competenza, hanno consentito di appurare l’esistenza di una attività illecita legata a combattimenti clandestini di cani pitbull, posta in essere da alcuni gelesi ed altri residenti in comuni siciliani quali Palermo, Palma di Montechiaro ed Agrigento e in altre regioni d’Italia tra le quali la Campania, i quali, in concorso tra loro, organizzavano questi eventi registrando dei video che diffondevano poi attraverso i social media. La visione dei contenuti dei telefoni cellulari sequestrati ad alcuni degli indagati ha consentito di accertare le responsabilità penali degli stessi.

In particolare, è stato accertato che tutti gli indagati erano soliti dirigere e partecipare a
combattimenti tra cani che compromettevano l’integrità fisica degli animali. Inoltre, è stato accertato che gli indagati, tramite piattaforme di messaggistica, promuovevano tali attività
utilizzando videoproduzioni contenenti immagini e scene degli scontri. Sono infatti innumerevoli i video e le chat visionate dagli investigatori comprovanti la realizzazione di incontri clandestini di combattimenti tra cani pitbull, anche con soggetti di altri centri. In alcuni video si vedono tra l’altro dei cani gravemente feriti che non riescono più a muoversi proprio a causa delle lesioni riportate, mentre in un altro si nota un animale morire proprio durante la realizzazione delle immagini.

Gli incontri venivano eseguiti chiaramente a scopo di lucro, in quanto sugli animali erano effettuate scommesse di importi variabili, definiti prima dell’incontro mediante una vera e propria stipula di “contratto privato” tra le parti. Prima dell’appuntamento venivano infatti stabilite delle regole ben precise quali il peso dei cani che dovevano fronteggiarsi, l’importo da scommettere e il luogo del combattimento che in alcune circostanze doveva essere “campo neutro”, ovvero fuori provincia d’appartenenza di entrambi i contendenti.

I cani sono stati affidati a strutture idonee messe a disposizione dall’amministrazione comunale di Gela, che provvederanno alla custodia, cura, riabilitazione comportamentale e successivo eventuale reinserimento degli animali.