Pedopornografia online, coinvolta la Sicilia nell’operazione Fly Trap

32

Ci sono anche la provincia di Messina e quella di Palermo nell’operazione “Fly Trap”, condotta dalla Polizia di Stato contro una presunta rete online dedita alla detenzione e alla diffusione di materiale pedopornografico. L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma e condotta dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.) della Polizia Postale, ha portato a sei misure cautelari, un fermo e dieci arresti in flagranza.

In provincia di Messina è stato eseguito un provvedimento di perquisizione nei confronti di una persona indicata dagli investigatori tra i partecipanti alla presunta organizzazione. Il soggetto è destinatario di una misura cautelare in carcere, poi sostituita con gli arresti domiciliari in un caso per motivi di salute.

A Palermo, invece, un’altra persona è stata arrestata in flagranza durante le perquisizioni disposte nell’ambito dell’inchiesta. Secondo quanto riferito dalla Polizia, è stata trovata in possesso di una ingente quantità di materiale pedopornografico, custodito anche attraverso sistemi utilizzati per impedirne l’individuazione.

Alle operazioni ha partecipato anche il personale della Sezione Operativa di Catania della Polizia Postale, insieme agli operatori dei Centri operativi e delle sezioni operative di diverse città italiane. Complessivamente sono stati impegnati oltre 100 operatori specializzati.

L’indagine era stata avviata nel 2024 dopo le informazioni fornite, nell’ambito della cooperazione internazionale, dalla statunitense Homeland Security Investigations (HSI) sulla presenza su Telegram di un gruppo privato denominato “New Saga”.

Gli investigatori hanno ricostruito l’esistenza di una comunità online privata che, secondo l’accusa, contava oltre 1.009 partecipanti. L’accesso sarebbe stato consentito attraverso il pagamento di somme in criptovaluta oppure mediante la condivisione di nuovo materiale illecito.

L’attività sotto copertura ha permesso al C.N.C.P.O. di acquisire circa 282,9 gigabyte di materiale, tra oltre 22 mila video e 34 mila immagini. Nel corso delle perquisizioni sono stati inoltre sequestrati circa 200 dispositivi informatici, tra smartphone, tablet, computer e hard disk.

L’inchiesta ha portato all’individuazione anche di 996 utenze riconducibili a Paesi esteri. Le informazioni sono state trasmesse alle autorità competenti attraverso i canali della cooperazione internazionale, con il supporto di Europol e la collaborazione di Interpol.

Il gruppo “New Saga”, secondo quanto comunicato dalla Polizia di Stato, non è attualmente più attivo.

La posizione degli indagati dovrà essere valutata dall’Autorità giudiziaria nel corso del procedimento. Tutte le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.