
La Fiera Agroalimentare Mediterranea deve tornare a essere un luogo centrale di confronto sull’agricoltura e sulla zootecnia siciliana. È quanto sostiene il deputato regionale del Pd Nello Dipasquale, che, all’indomani della 51ª edizione della FAM, ha scritto all’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino chiedendo un confronto sulle criticità emerse durante la manifestazione.
Dipasquale pone innanzitutto l’accento sull’assenza dei vertici politici dell’assessorato regionale all’Agricoltura e del Governo regionale. Una presenza che, secondo il parlamentare, avrebbe un significato che va oltre il semplice aspetto istituzionale.
«La FAM rappresenta da oltre mezzo secolo uno degli appuntamenti più importanti della zootecnia e dell’agricoltura siciliana – scrive Dipasquale – e proprio per questa ragione ritengo che la Regione Siciliana e, in particolare, l’Assessorato all’Agricoltura debbano assumere un ruolo sempre più attivo non soltanto nel sostegno alla manifestazione, ma nella costruzione dei suoi contenuti e nel confronto con gli operatori del settore».
Il deputato regionale ricorda le precedenti edizioni della Fiera, quando presidenti della Regione e assessori regionali partecipavano alla manifestazione anche nella vecchia sede del Foro Boario. «La FAM non era soltanto una vetrina – sottolinea – ma un momento di confronto politico e istituzionale sul presente e sul futuro dell’agricoltura e della zootecnia siciliana».
Nel corso dei tre giorni della manifestazione, Dipasquale riferisce di aver raccolto diverse segnalazioni da parte di allevatori e operatori. Una riguarda gli spazi disponibili nelle stalle. Secondo quanto riferito al parlamentare, il numero dei posti sarebbe stato comunicato soltanto pochi giorni prima dell’inizio della Fiera, costringendo alcuni allevatori, dopo mesi di preparazione, a lasciare a casa gli animali.
Criticità vengono segnalate anche dagli operatori del settore agroalimentare, che avrebbero registrato un significativo aumento dei costi degli stand.
Ma per Dipasquale il problema principale riguarda soprattutto il rapporto tra organizzazione e mondo agricolo. Il parlamentare lamenta infatti l’assenza di un vero percorso di concertazione con le associazioni di categoria e con gli operatori, sia nella fase preparatoria che in quella organizzativa.
