
Un fondo regionale per riconoscere un contributo tra 400 e 700 euro ai lavoratori pendolari costretti a utilizzare l’auto privata per raggiungere il posto di lavoro. È la proposta rilanciata dalla CGIL nel corso dell’incontro territoriale sul caro carburante promosso oggi a Ragusa, al quale hanno partecipato associazioni di categoria, rappresentanti delle istituzioni e della politica.
Il confronto, introdotto da Viviana Sammito, ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Carmelo Caccamo, segretario provinciale CNA Ragusa, Giorgio Stracquadanio di FITA CNA, Antonio Pirrè, presidente di Confagricoltura, Giusy Migliorisi per Sicilindustria, Gianni Rollo, presidente provinciale Legacoop Ragusa, dei parlamentari Nello Dipasquale e Stefania Campo, del sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì, dell’assessore del Comune di Ispica Sonia Calabrese, del consigliere comunale di Ragusa Federico Di Bennardo di Contro Corrente, del consigliere comunale di Modica Giovanni Spadaro e del presidente di Ragusa Prossima Giorgio Massari.
«Nel dibattito sul prezzo dei carburanti rischiamo di dimenticare chi ogni giorno deve percorrere decine di chilometri semplicemente per andare a lavorare», ha sottolineato il segretario generale della CGIL Ragusa Giuseppe Roccuzzo. Da qui la richiesta di un sostegno specifico per i lavoratori che devono ricorrere necessariamente al mezzo privato, in assenza di un trasporto pubblico adeguato agli orari e ai luoghi di lavoro.
A rilanciare la proposta è stato il segretario generale della CGIL Sicilia Alfio Mannino, indicando nella prossima variazione di bilancio regionale lo strumento attraverso il quale intervenire immediatamente. «Si potrebbe riconoscere ai lavoratori e alle lavoratrici pendolari un contributo nell’ordine di 400, 500 o 700 euro», ha detto Mannino.
Il segretario regionale ha richiamato, come esempio, il collegamento tra Ispica e Vittoria, evidenziando come gli spostamenti con il trasporto pubblico possano richiedere complessivamente circa due ore e mezza. In molte aree della Sicilia, secondo la CGIL, l’automobile non rappresenta quindi una scelta, ma una necessità legata alla possibilità stessa di raggiungere il luogo di lavoro.
Per il sindacato, però, il contributo ai pendolari dovrebbe rappresentare soltanto una risposta immediata a un problema più ampio. Mannino ha chiesto un piano straordinario per la mobilità siciliana, con investimenti sul trasporto pubblico, sulle ferrovie, sulle strade e sui collegamenti con le aree interne.
Nel corso dell’incontro è stato posto anche il tema della destinazione delle risorse pubbliche e delle priorità da individuare. «Bisogna decidere quali sono le priorità. Oggi ci sono lavoratori costretti a scegliere tra mangiare, pagare le bollette e curarsi», ha sottolineato Mannino.
Il segretario regionale della CGIL ha inoltre richiamato la situazione della Sicilia, che produce energia e sostiene rilevanti costi ambientali, ma continua a fare i conti con prezzi elevati per energia e carburanti. Da qui anche la proposta di aprire una discussione su possibili forme di ristoro territoriale.
Dal confronto è emersa una convergenza sulla necessità di interventi immediati. Confagricoltura ha sostenuto la proposta della CGIL sui pendolari, sottolineando il peso degli spostamenti per migliaia di lavoratori agricoli che ogni giorno raggiungono aziende spesso lontane dai centri abitati. A questi costi si aggiungono, per le imprese agricole, quelli legati ai macchinari e alla logistica, compreso il trasporto verso i mercati, con un’incidenza che penalizza ulteriormente le produzioni ragusane.
Sicilindustria, attraverso Giusy Migliorisi, ha evidenziato gli aumenti dei costi di energia elettrica e gas che, per alcune imprese energivore, hanno raggiunto anche il 40%. Tra le richieste avanzate, il rafforzamento dei crediti d’imposta e l’applicazione dell’accisa mobile, utilizzando i maggiori introiti IVA per alleggerire il costo dei carburanti.
CNA FITA ha posto invece l’accento sulla situazione delle piccole imprese dell’autotrasporto, alle prese con l’aumento del gasolio e con problemi di liquidità, chiedendo misure in grado di raggiungere rapidamente anche gli operatori meno strutturati. Un settore considerato centrale per il sistema produttivo siciliano: senza autotrasporto, è stato evidenziato, anche le produzioni agricole rischiano di non raggiungere i mercati.

Nel corso dell’incontro Federico Di Bennardo di Contro Corrente ha illustrato la proposta «Sconto Sicilia», che prevede la costituzione di un fondo alimentato da una quota del gettito delle accise riscosse nell’Isola, da destinare al territorio con particolare attenzione alle famiglie e ai lavoratori maggiormente esposti all’aumento dei costi.
Il sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì ha manifestato la disponibilità dell’Amministrazione a sostenere un documento unitario e le iniziative che nasceranno dal confronto, riconoscendo nel caro carburante una questione che coinvolge famiglie, lavoratori e sistema produttivo.
L’onorevole Stefania Campo ha auspicato che la proposta della CGIL Ragusa venga raccolta e finanziata dal governo regionale. L’onorevole Nello Dipasquale ha invece sottolineato che le risorse ci sono e devono essere utilizzate per sostenere chi ogni giorno deve fare i conti con il costo del carburante per raggiungere il posto di lavoro.
«Da Ragusa parte una richiesta precisa – ha concluso Roccuzzo –: trasformare questo confronto in una vertenza del territorio. Chiediamo una risposta immediata per chi oggi spende una parte crescente dello stipendio soltanto per andare a lavorare e, contemporaneamente, interventi strutturali sulla mobilità. Lavoratori e imprese non possono continuare a sostenere da soli il costo di questa crisi».
