I cavalli di Di Modica conquistano Catania, ma il sogno era l’Ippari

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I “Fighting Horses” di Arturo Di Modica sono pronti a diventare una nuova presenza monumentale nel cuore di Catania. In piazza Università è in fase di completamento l’installazione della grande scultura in bronzo patinato realizzata nel 2019 dall’artista siciliano, celebre in tutto il mondo per il “Charging Bull”, il Toro di Wall Street.

Otto metri di altezza e quattordici di larghezza per una coppia di cavalli che si sollevano sulle zampe posteriori fino a sfiorarsi con quelle anteriori. L’opera, secondo quanto spiegato dal Comune di Catania, è stata concepita come simbolo di forza, movimento e aspirazione e, nelle intenzioni dell’amministrazione, potrebbe diventare una nuova immagine riconoscibile della città. Pare si tratti di una installazione temporanea.

Ma dietro l’arrivo dei “Fighting Horses” a Catania c’è una storia che porta direttamente a Vittoria e al fiume Ippari.

Arturo Di Modica era nato a Vittoria nel 1941. Per la sua città aveva immaginato un’opera monumentale denominata “Wild Horses”: due cavalli alti circa 40 metri, destinati a sorgere sulle due sponde del fiume Ippari, a Scoglitti.

L’idea era quella di creare un intervento artistico capace di inserirsi nel paesaggio dell’Ippari, con le due figure rivolte l’una verso l’altra, a poca distanza dalla foce.

Un progetto rimasto incompiuto e che oggi, inevitabilmente, riporta al centro una domanda: perché i cavalli concepiti da Di Modica per la sua terra sono arrivati a Catania e non a Vittoria o a Scoglitti? Un interrogativo che, nelle ultime ore, rimbalza anche sui social, tra i commenti di vittoriesi e scoglittiesi che sperano di ricevere presto una spiegazione.

Un interrogativo reso ancora più interessante dal fatto che l’installazione catanese viene indicata come temporanea. Al momento, però, non è stata resa nota una durata precisa della permanenza in piazza Università, né una data per la rimozione.

Il sindaco di Catania Enrico Trantino ha espresso l’auspicio che la scultura possa diventare una nuova immagine simbolo della città, richiamando il paragone con il “Charging Bull” di New York. Nel commentare l’opera, il primo cittadino ha sottolineato lo slancio verso il cielo dei due cavalli come rappresentazione di forza e aspirazione.

Intanto, la loro presenza nel cuore del centro storico ha già suscitato reazioni diverse: dagli apprezzamenti alle perplessità sull’impatto della scultura con i prospetti storici della piazza, fino alle immancabili battute sulla passione catanese per la carne di cavallo.