Riforma Prime comunioni, i commercianti: «Danni fino a 30 milioni»

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Una riforma della catechesi che diventa anche una questione economica. È questo il motivo della protesta di Confimprese Palermo, che lunedì 5 ottobre sarà davanti alla Curia Arcivescovile di via Matteo Bonello con un sit-in dalle 9.30 alle 11.

Il nuovo progetto catechistico dell’Arcidiocesi di Palermo modifica radicalmente il percorso tradizionale: l’iniziazione cristiana viene sviluppata nell’arco di cinque anni e Prima Comunione e Cresima vengono concepite come tappe di un unico cammino e celebrate insieme, generalmente intorno ai 10-11 anni. L’obiettivo dichiarato dalla Curia è superare l’idea dei sacramenti come appuntamenti separati e accompagnare bambini e famiglie in un percorso di fede più lungo e consapevole.

Ma la modifica ha anche una conseguenza molto concreta sul commercio. Se Prima Comunione e Cresima vengono celebrate insieme, vengono meno due distinti momenti di festa e, di conseguenza, una parte delle spese che le famiglie sostengono per ristoranti, sale ricevimenti, fotografi, fiorai, abiti, bomboniere e altri servizi.

È qui che si concentra la protesta degli operatori economici. Le perdite provocate dalla nuova impostazione sarebbero comprese tra 20 e 30 milioni di euro.

Confimprese, nel comunicato che annuncia il sit-in, pone però l’accento anche sulla fase di transizione. L’associazione chiede un incontro con la Curia e propone un percorso integrativo e intensivo per i bambini che, al momento dell’introduzione del nuovo modello, avevano già superato l’età prevista per iniziare il nuovo itinerario. L’obiettivo è consentire loro di recuperare la preparazione necessaria e rientrare progressivamente nel nuovo sistema.

Da una parte la Chiesa rivendica la propria autonomia nel decidere come accompagnare i bambini alla fede e ai sacramenti; dall’altra le imprese denunciano l’impatto economico di una scelta che ha ridotto drasticamente uno dei tradizionali appuntamenti dell’economia delle cerimonie.