
Panchine date alle fiamme, bottiglie rotte, rifiuti, bisogni sparsi e verde pubblico danneggiato. È quanto denunciato sui social da un cittadino comisano dopo quanto accaduto ieri nella piazzetta Sacro Cuore, dove si sarebbero verificati nuovi episodi di vandalismo e degrado.
A documentare la situazione c’è anche un video pubblicato insieme al post. Nelle immagini si vede qualcosa che viene dato alle fiamme all’interno della piazzetta, con il fuoco che, per la vicinanza alla vegetazione, rischia di raggiungere anche un albero.

Il cittadino parla inoltre di panchine bruciate, bottiglie rotte, urla, sporcizia e atti di vandalismo ai danni del verde, oltre alla presenza di bisogni sparsi nell’area.
A finire nel racconto anche la statua della Madonnina presente nella piazzetta. Secondo quanto riferito nel post, in passato sarebbe stata utilizzata impropriamente come «appendiabiti», mentre adesso sarebbe addirittura scomparsa.
Una situazione che il cittadino definisce con amarezza, sottolineando il contrasto tra gli interventi di manutenzione e pulizia e i comportamenti di chi danneggia nuovamente lo spazio pubblico.
Nel suo intervento, infatti, il cittadino rivolge anche un ringraziamento all’amministrazione comunale: «Un grazie al Comune, che pulisce e sistema continuamente, nonostante tutto».
La critica è quindi rivolta soprattutto a chi frequenta la piazzetta e, secondo la denuncia, la utilizza senza rispettarne gli spazi e le regole. Nel mirino finiscono anche i genitori dei ragazzi: «E ai genitori che dicono di non sapere dove mandare i propri figli: mandateli davanti casa vostra. Così potranno fare tutto quello che fanno qui, ma almeno sotto le vostre finestre».
La conclusione del post è altrettanto netta: «La piazzetta non è un parco giochi e il quartiere non è un bagno pubblico».
La denuncia riaccende così l’attenzione sul degrado e sugli atti vandalici negli spazi pubblici di Comiso, ponendo anche il tema della sicurezza. In particolare, le immagini del fuoco appiccato nella piazzetta mostrano un comportamento che avrebbe potuto provocare conseguenze ben più gravi.
