
Le possibili dimissioni del presidente della Regione Renato Schifani continuano ad agitare il quadro politico siciliano. Sulla vicenda abbiamo sentito due dei deputati regionali iblei, Nello Dipasquale del Partito Democratico e Giorgio Assenza di Fratelli d’Italia, che offrono due letture differenti dello scenario aperto dalle tensioni all’interno della maggioranza.
«La possibilità c’è, ma mi auguro di no. Tra le altre cose non è il momento giusto», afferma Assenza, riferendosi all’ipotesi di un passo indietro del governatore. Per il deputato di Fratelli d’Italia, infatti, la Regione si trova alla vigilia di passaggi importanti, a partire dall’approvazione di bilancio e finanziaria.
Sul possibile passo indietro del governatore, nelle ultime ore si sono moltiplicate le indiscrezioni. Secondo quanto riferito da persone che hanno avuto modo di parlare con Schifani, il presidente sarebbe molto contrariato per quanto accaduto e starebbe valutando concretamente le proprie mosse.
Di segno opposto la valutazione di Nello Dipasquale, che definisce l’ipotesi delle dimissioni «un bluff» e interpreta la situazione come una partita ancora tutta politica.
Secondo il deputato del Pd, dietro l’ipotesi di un passo indietro ci sarebbe anche l’esigenza di ricompattare attorno a Schifani i deputati di Forza Italia e non solo. Dipasquale ritiene inoltre che tra i parlamentari regionali vi sia poco interesse ad arrivare a una conclusione anticipata della legislatura, anche per le conseguenze legate alla perdita di importanti riconoscimenti contributivi.
«Schifani- ha aggiunto Dipasquale- sarà scaricato l’ultimo giorno utile prima della nuova tornata elettorale», dopo che le posizioni parlamentari saranno state messe al sicuro. «I fatti mi daranno torto o ragione», conclude.
Le dichiarazioni dei due deputati si inseriscono in un quadro che nelle ultime ore si è fatto particolarmente delicato. A far precipitare la situazione sono state le parole del commissario di Forza Italia in Sicilia Nino Minardo, che durante una riunione con i segretari provinciali del partito ha parlato della necessità di avere in Sicilia «un atto di responsabilità politica, un cambiamento netto e una proposta politica completamente nuova».
Parole che hanno aperto una frattura politica sul futuro del centrodestra siciliano e, soprattutto, sulla ricandidatura di Schifani alle regionali del 2027.
A questo punto il nodo è soprattutto nelle mani di Schifani. Il presidente non ha formalizzato le dimissioni, ma ha lasciato intendere che una decisione è vicina.
Nel frattempo, il centrosinistra ha deciso di portare la protesta in piazza. Il 13 ottobre, alle 14, a Palermo, davanti a Palazzo d’Orléans, Pd, M5s, Sinistra Italiana, Europa Verde, Italia Viva, +Europa e altre forze della coalizione hanno annunciato una manifestazione per chiedere le dimissioni del presidente della Regione.
