
«Le ragioni della protesta sono valide e giuste, anche perché noi in Sicilia siamo ancora più svantaggiati. Ma dobbiamo cercare di farci sentire senza fare danno alla nostra economia locale». È l’appello di Romina Roccasalvo, fondatrice di Next to Business, realtà attiva nei servizi logistici e commerciali per il comparto ortofrutticolo, intervenuta sul fermo degli autotrasportatori siciliani annunciato dal 16 al 22 ottobre.
Mentre a Ragusa è in corso un confronto in Prefettura, dopo il vertice della mattinata al Libero Consorzio comunale con la presidente Maria Rita Schembari e i sindaci iblei, l’imprenditrice richiama l’attenzione sulle conseguenze che un’interruzione prolungata dei trasporti potrebbe avere sull’intera filiera produttiva. Al momento, il fermo resta confermato, mentre si cercano possibili soluzioni alle richieste della categoria.
Roccasalvo, contattata da noi di Ragusah24, conosce da vicino le difficoltà della logistica e il legame tra autotrasporto, produzione agricola e distribuzione. Il rischio, sottolinea, è che una protesta nata per ottenere condizioni economiche più sostenibili finisca per penalizzare anche i produttori e le aziende che dipendono dalla regolarità delle consegne.
La preoccupazione riguarda soprattutto l’ortofrutta, un comparto nel quale i tempi di trasporto e la continuità delle forniture sono determinanti. Un blocco può lasciare la merce nei magazzini, compromettere gli ordini e provocare perdite economiche difficili da recuperare.
«L’affidabilità e la continuità delle forniture sono condizioni fondamentali per lavorare con la grande distribuzione organizzata. Se la merce siciliana non arriva, i clienti cercano alternative. E le alternative ci sono: Spagna, Grecia, Marocco e altri Paesi competono ogni giorno con le nostre produzioni», aveva spiegato Roccasalvo in una precedente intervista.
Da qui l’invito a trovare un equilibrio tra il diritto degli operatori a rivendicare condizioni di lavoro sostenibili e la necessità di non compromettere la competitività delle imprese siciliane.
Per Roccasalvo, è fondamentale che il settore riesca a presentare richieste condivise e a ottenere risposte concrete dalle istituzioni. «Dobbiamo essere un’unica voce», afferma, indicando nella collaborazione tra autotrasportatori, imprese e rappresentanti del territorio un passaggio essenziale per rafforzare il dialogo con la Regione e il Governo nazionale.
Tra le principali criticità ci sono il prezzo del gasolio, i costi dei traghetti e gli oneri legati al sistema europeo di scambio delle emissioni, l’ETS. Voci di spesa che incidono in modo particolare sulle imprese isolane, costrette a sostenere costi aggiuntivi per raggiungere i mercati nazionali.
«Mi auguro che lo Stato e la politica possano aiutarci, soprattutto per quanto riguarda le accise e l’ETS», ha dichiarato l’imprenditrice, sottolineando però che gli incentivi, da soli, non possono rappresentare una soluzione duratura.
«Gli incentivi vanno bene, ma lo Stato non può continuare a sostenere i bilanci delle aziende. Dobbiamo poter lavorare in condizioni più eque e costruire i nostri margini attraverso una corretta remunerazione dei servizi. Lo Stato deve tutelarci, soprattutto noi che viviamo nelle isole».
Accanto alle richieste immediate, Roccasalvo indica alcune misure strutturali per rendere più sostenibile l’attività delle imprese di trasporto.
Una riguarda il fuel surcharge, il meccanismo che consente di adeguare le tariffe alle variazioni del prezzo del carburante. L’imprenditrice ne sottolinea l’importanza, evidenziando tuttavia le difficoltà che i piccoli operatori possono incontrare nei rapporti con i grandi committenti.
«Se il gasolio sale, il maggior costo deve essere riconosciuto; se scende, l’adeguamento si riduce. Ma non tutti hanno la stessa forza contrattuale», ha spiegato, chiedendo maggiori garanzie affinché le tutele previste siano effettivamente applicate.
«L’autotrasporto e l’ortofrutta siciliana hanno bisogno l’uno dell’altra. Se compromettiamo la competitività delle nostre produzioni, alla fine danneggiamo anche il lavoro di chi quelle produzioni deve portarle sui mercati», aveva concluso l’imprenditrice.
Una questione particolarmente rilevante per la provincia di Ragusa, dove agricoltura, logistica e trasporti sono strettamente connessi. Ecco perché stamattina si è svolto un primo vertice al Libero Consorzio Comunale di Ragusa e perché ora ne è in corso un altro in Prefettura. L’obiettivo è quello di coinvolgere lo Stato e la Politica a tutti i livelli: da quello locale a quello nazionale.
In attesa degli sviluppi del confronto in Prefettura, il fermo degli autotrasportatori dal 16 al 22 ottobre resta confermato.
