Sciopero camionisti, Federconsumatori: appello alla responsabilità

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la protesta dei giorni scorsi a Gela

Federconsumatori Sicilia esprime solidarietà agli autotrasportatori in sciopero, ma lancia un appello alla responsabilità per limitare le conseguenze della protesta sui cittadini e sulle attività economiche.

L’associazione teme ripercussioni significative sull’approvvigionamento delle merci nell’Isola, con possibili carenze nei supermercati e nei negozi, soprattutto per quanto riguarda i prodotti freschi.

Secondo Federconsumatori, il fermo, previsto per cinque giorni, potrebbe coinvolgere circa l’80% degli autotrasportatori, incidendo pesantemente sul trasporto delle merci da e per la Sicilia. L’associazione auspica che la mobilitazione si svolga senza blocchi stradali, come annunciato dagli organizzatori, e nel rispetto dei consumatori, che stanno affrontando a loro volta le conseguenze del rincaro dei prezzi.

Al centro della mobilitazione ci sono il costo dei carburanti e il mancato pagamento di due annualità dei contributi previsti dal “Sea Modal Shift”, l’incentivo destinato a favorire il trasporto combinato strada-mare, consentendo agli autotrasportatori di effettuare una parte del percorso in nave.

Federconsumatori considera grave il ritardo nell’erogazione delle somme, sottolineando che incentivare il trasferimento delle merci dalla strada al mare può contribuire a ridurre l’impatto ambientale e ad aumentare la sicurezza della circolazione. L’associazione richiama anche le criticità della rete autostradale siciliana, sostenendo la necessità di valorizzare i collegamenti marittimi per il trasporto delle merci.

Sul fronte del gasolio, l’organizzazione evidenzia come gli aumenti incidano in modo particolarmente pesante sui lavoratori del settore: un camion può avere serbatoi con capacità molto superiori a quelli di un’automobile, facendo lievitare notevolmente il costo di ogni rifornimento.

Nel documento, Federconsumatori critica le misure adottate dal Governo Meloni per contenere il caro carburanti, giudicandole insufficienti e troppo legate a interventi temporanei.

L’organizzazione contesta inoltre la rinuncia all’ipotesi delle accise mobili e ritiene che il tetto di 2,19 euro al litro indicato per i carburanti non rappresenti una soluzione sufficiente a garantire prezzi sostenibili.

Particolarmente pesanti le valutazioni sulla dinamica dei prezzi. Secondo i calcoli dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, rispetto ai valori ritenuti giustificabili sulla base del costo del petrolio, del cambio euro-dollaro e delle misure fiscali, resterebbe un sovrapprezzo di circa 20 centesimi al litro sia per il gasolio sia per la benzina. L’associazione denuncia inoltre possibili fenomeni speculativi e chiede controlli più incisivi lungo tutta la filiera.

Federconsumatori richiama anche il rischio di irregolarità nella qualità dei carburanti, che in alcuni casi potrebbero provocare danni ai motori e ulteriori costi per gli automobilisti. Da qui la richiesta alle Forze dell’Ordine di intensificare le verifiche sugli impianti di distribuzione, sia per monitorare i prezzi praticati sia per accertare il rispetto degli standard di qualità.

L’associazione sottolinea inoltre il paradosso della Sicilia, territorio che ospita importanti raffinerie ma che continua a subire gli effetti dell’inquinamento legato all’industria petrolifera e le conseguenze del caro carburanti.

Quanto al contributo da 15 milioni di euro annunciato dalla Regione Siciliana a favore degli autotrasportatori, Federconsumatori lo considera un aiuto positivo, ma insufficiente rispetto alla portata delle difficoltà del settore.

Per affrontare la crisi, l’associazione chiede al Governo nazionale di valutare una riduzione generalizzata al 10% dell’Iva sui prodotti energetici e di varare una riforma delle accise con una prospettiva di medio periodo, riprendendo in considerazione anche il meccanismo delle accise mobili.