Studenti in piazza nel Ragusano: strutture e trasporti nel mirino

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La scuola che gli studenti chiedono è quella in cui poter entrare ogni mattina senza preoccuparsi delle condizioni degli edifici, con servizi adeguati e costi che non diventino un ostacolo al diritto allo studio. È questo il messaggio arrivato dalla mobilitazione che venerdì mattina ha coinvolto decine di giovani delle scuole superiori della provincia di Ragusa, nell’ambito dello sciopero nazionale.

Due i principali punti di ritrovo: piazza San Giovanni a Ragusa e piazza Matteotti a Modica. Nel centro della città della Contea, dopo il raduno iniziale, i manifestanti si sono spostati sulle scale del duomo di San Pietro. Cartelli, slogan e interventi al megafono hanno accompagnato una protesta che punta a richiamare l’attenzione delle istituzioni su problemi che, secondo gli studenti, non possono più essere affrontati soltanto quando si verificano situazioni di emergenza.

A riportare in primo piano la questione della sicurezza sono stati anche i recenti episodi registrati in alcuni istituti della provincia. Tra questi, il cedimento di una porzione del soffitto in una scuola di Vittoria, che ha provocato il ferimento di alcuni alunni. Vicende che hanno alimentato le preoccupazioni sulle condizioni degli edifici e sulla necessità di garantire ambienti adeguati a studenti e personale scolastico.

Ma la protesta non riguarda soltanto la manutenzione delle strutture. Nel corso della mobilitazione sono emerse anche le difficoltà legate ai servizi igienici, alle spese per i trasporti pubblici e al costo delle forniture scolastiche. Questioni diverse, accomunate dalla richiesta di rendere la frequenza scolastica un’esperienza accessibile e dignitosa per tutti.

Il tema è quello delle pari opportunità: il diritto a un’istruzione di qualità non può prescindere dalla sicurezza degli spazi, dall’efficienza dei servizi e dalla possibilità di raggiungere gli istituti senza sostenere costi eccessivi.

La giornata si è svolta ordinatamente, con la partecipazione di ragazzi provenienti da diverse realtà scolastiche del territorio. Una mobilitazione che ha portato nelle piazze una richiesta precisa: programmare interventi concreti e dare risposte alle criticità segnalate.

Perché la sicurezza scolastica non può essere una priorità soltanto dopo un crollo o un incidente. Deve rappresentare una condizione ordinaria, garantita attraverso controlli, manutenzione e investimenti. È su questo terreno che gli studenti chiedono alle istituzioni di passare dalle parole ai fatti.