Sciopero generale del 30 ottobre, l’USB chiama alla mobilitazione

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Un presidio al porto per rivendicare diritti sociali, salari dignitosi e pace, contestando le politiche di riarmo e il coinvolgimento delle infrastrutture portuali nelle attività legate ai conflitti. È l’iniziativa promossa dall’Unione sindacale di base (USB) a Pozzallo per venerdì 30 ottobre, in occasione dello sciopero generale nazionale e della giornata internazionale di mobilitazione dei lavoratori portuali.

L’appuntamento è fissato dalle 17 alle 22 in piazza dei Marinai. La mobilitazione locale si inserisce in una giornata di lotta che coinvolge organizzazioni sindacali di diversi Paesi. L’iniziativa internazionale nasce dalla volontà di contrastare l’utilizzo dei porti per il transito di armi, munizioni ed equipaggiamenti militari diretti verso le zone di conflitto. Tra i temi al centro della protesta figurano anche le condizioni contrattuali dei lavoratori, la sicurezza, l’automazione delle banchine e la tutela dell’occupazione.

L’USB ha inoltre proclamato per la stessa giornata uno sciopero generale nei settori pubblici e privati, estendendo la mobilitazione oltre il comparto portuale. Nel documento nazionale, il sindacato lega la contrarietà al riarmo e all’economia di guerra agli effetti del carovita e alla perdita del potere d’acquisto, chiedendo maggiori risorse per salari, pensioni e servizi pubblici.

A Pozzallo, dunque, il porto diventa il luogo simbolico di una protesta che punta a coinvolgere categorie diverse. «In piazza per il lavoro, i diritti sociali e contro il riarmo» è il messaggio lanciato dagli organizzatori, che chiamano a raccolta lavoratori, studenti e cittadini per dare voce a una mobilitazione che unisce rivendicazioni sindacali e istanze pacifiste.