Cassì: “I nuovi assessori nel perimetro del Consiglio comunale”

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credit Paola Licciardello

Entro la prossima settimana il sindaco di Ragusa Peppe Cassì chiuderà la verifica interna avviata, anche a seguito delle dimissioni di Giovanni Iacono, completando la compagine amministrativa con l’opzione di sostituire i nomi mancanti, dunque Giorgio Massari che aveva lasciato lo scorso anno e Iacono appunto, non rinunciando alla possibilità di giungere al numero di nove assessori, come consente la legge nei comuni capoluogo. Certamente Cassì non si limiterà a riproporre il numero di sei, rimodulando anche le deleghe. Soprattutto c’è l’intento di sgravare alcuni assessori dagli impegni che hanno e anche lo stesso primo cittadino cederebbe parte delle deleghe assunte ad interim, proprio per rendere più lineare l’azione amministrativa.

“La priorità in questo momento – ha spiegato Cassì – è di mettere in sicurezza il consiglio comunale. Dunque più che guardare ai partiti, stiamo valutando singoli consiglieri o persone espressione degli stessi. Era mio interesse, già un anno fa, poter replicare lo schema che si era venuto a creare in occasione delle elezioni al Libero Consorzio, ma alcune dichiarazioni rese da partiti di centro destra e atteggiamenti assunti da altri che hanno fatto muro nei confronti dell’amministrazione, l’hanno resa una strada non percorribile. In particolare mi riferisco a Fratelli d’Italia che dinnanzi ad un’apertura da parte mia, ha piuttosto rinviato la concretizzazione di una coalizione di centro destra, simile a quella in vigore a Palermo, al ‘dopo Cassì’. Dunque oggi ciò che importa è mettere il consiglio comunale nelle condizioni di poter ben lavorare. In otto anni e mezzo di attività amministrativa, tutti gli atti rilevanti trasmessi in aula sono stati esitati positivamente, senza doverci avvalere di sostegni esterni o strane alchimie. Voglio proseguire su questa scia, valorizzando anche in modo contestuale l’attuale compagine amministrativa, in cui ci sono assessori oberati di deleghe, compreso il sottoscritto. L’unica indicazione che mi sento di esprimere con certezza è che il coinvolgimento in giunta non sarà al di fuori del perimetro del consiglio comunale attuale, a prescindere dal tempo che rimane”.

Dunque pochi giorni ancora e la governance di Palazzo dell’Aquila avrà nuovi innesti per l’ultimo scorcio di legislatura che, al momento, non si sa quanto durerà.

Infatti è di queste ore la dichiarazione del presidente della Regione Renato Schifani che ha annunciato l’intenzione di completare la legislatura regionale fino alla scadenza naturale del mandato e indicare il 27 novembre del prossimo anno la data in cui i siciliani saranno chiamati alle urne. Una notizia che dopo la turbolenta settimana trascorsa tra ipotetiche ventilate imminenti dimissioni e viaggi nella Capitale, ristabilisce l’ordine delle cose. Una data oggi c’è e potrebbe avere ripercussioni anche nei singoli territori, a cominciare dal capoluogo ragusano, nel nostro contesto territoriale.

“Non escludo che questa indicazione possa essere oggetto, ancora, di ulteriori modifiche, se si volesse procedere con il probabile election day, dunque facendo coincidere le regionali con le elezioni politiche, anche se oggi fa fede ciò che ha detto il presidente Schifani. A prescindere dalla data, non interferisce sulla decisione che dovrò assumere e che ancora non ho preso. L’unica certezza è che se dovessi candidarmi alle regionali dovrei dimettermi sei mesi prima del 25 settembre 2027, dunque alla fine del prossimo marzo. Ad oggi il tempo c’è e non è una decisione solitaria ma collegiale che coinvolge il mio gruppo, d’intesa con il partito. L’esigenza, oggi, è proseguire nell’azione amministrativa, come sinora fatto, senza condizionamenti e schivando le turbolenze che sono sempre dietro l’angolo. Non c’è certezza alcuna che accada una cosa piuttosto che un’altra”.