
La nona edizione delle Vie dei Tesori a Ragusa si srotola su quattro fine settimana da sabato 24 ottobre a domenica 15 novembre, attraversa questa storia con diciotto luoghi, esperienze e passeggiate. E tiene insieme Ragusa Superiore e Ibla, le due anime nelle quali si tradusse la ricostruzione: la città cresciuta sull’altopiano e quella tornata ad abitare il sito antico, seguendone pendii e strade. Una divisione che ha segnato identità, architetture e vita quotidiana, e che il percorso del festival invita a ricomporre, salendo e scendendo, entrando nelle dimore e guardando sotto la superficie. Ragusa si unisce al festival già in corso a Palermo e Catania, e che sta chiudendo i battenti – si è all’ultimo weekend – a Caltanissetta, Castelvetrano, Corleone, Marsala, Santa Flavia, Sciacca e Termini Imerese.
IL PRIMO WEEKEND. Sabato 24 e domenica 25 ottobre si potrà già entrare nei due rifugi antiaerei, percorrere la Vallata Santa Domenica e scoprire il quartiere Pirrera: un itinerario tra le novità che lega ricostruzione, vita quotidiana e memoria della guerra. Aprono le dimore, i giardini, il teatro, le chiese; Torre Littoria e Prefettura si aggiungeranno nelle date successive. Domenica alle 10 (poi anche l’8 novembre), il festival porterà fuori città, con il percorso ad anello che dalla chiesa rupestre di Santa Rosalia raggiungerà Castello San Filippo, a cura delle guide naturalistiche AIGAE Kalura. Tre chilometri tra carrubi, ulivi e muretti a secco, salendo verso la torre neogotica ottocentesca. La passeggiata tornerà l’8 novembre. Nei weekend successivi si raggiungeranno anche Cava San Leonardo, con Luisa Manni di Be Rural, e Marina di Ragusa, dove Antonio Carnemolla racconterà l’antico borgo (che fino al 1928 conservò il nome antico di Mazzarelli) attraverso fotografie e memorie familiari.
COME PARTECIPARE.
Programma, orari e prenotazioni su www.leviedeitesori.com e sull’app Le Vie dei Tesori.
